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CASALESI, CANZONI E CAFFE' PER FESTEGGIARE GLI OMICIDI


CASALESI, CANZONI E CAFFE' PER FESTEGGIARE GLI OMICIDI
17/01/2009, 10:01

Ascoltavano canzoni e ridevano prima di compiere le stragi o a missione compiuta. "Uccidiamolo e beviamoci un caffé", era l'invito rivolto da uno dei sicari agli altri componenti del commando.

Voci intercettate e frasi inquietanti di Giuseppe Setola, il boss dei Casalesi arrestato mercoledì scorso dopo una lunga latitanza, e dei suoi fedelissimi: ne parla oggi il quotidiano La Repubblica mentre sul sito del giornale c'è l'audio integrale dei dialoghi tra i killer, un documento sonoro di 20 minuti.

La registrazione è stata possibile grazie ad una microspia collocata in un'auto. Si odono anche i colpi di pistola. "Ma noi quando arriviamo là chi vogliamo colpire? Tutti e due, dobbiamo uccidere tutti e due, 'na botta in faccia e via'', è uno dei dialoghi intercettati in auto prima di una missione di morte. Portato a termine un agguato, in un'altra circostanza, ecco che uno dei sicari dice: "mannaggia, ho finito il caricatore. Vabbé, ora andiamoci a prendere un caffé".

Ma non sempre i sicari riescono nel loro intento e così si scatena la rabbia: "siamo andati là a portargli i dolci e quello non è sceso. Se anche fosse Gesù Cristo, l'ammo appiccià a costo di andarci di notte". "Vai, vai. L'abbiamo ucciso come un infame...", dice uno degli intercettati e giù la canzone: "Tu sei zucchero per me, dolce, dolce, dolce...".

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di Redazione
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