Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Confiscati dalla DIA stabilimenti balneari ad Ischitella

Casalesi, confiscati beni agli Zagaria per 700mila euro


Casalesi, confiscati beni agli Zagaria per 700mila euro
18/06/2012, 08:06

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo in parte la proposta avanzate dal sig. Direttore, ha emesso a carico di ZAGARIA Guido, 45enne di Casapesenna (CE) il decreto di Confisca beni ed l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di anni 2 e mesi sei ed il pagamento delle spese della procedura.

ZAGARIA Guido è ritenuto appartenente all'organizzazione camorristica denominata dei "casalesi". Fin dal 1987 fu oggetto di indagini, assieme al fratello Vincenzo, nonché ad altri affiliati locali dell' organizzazione camorristica "Nuova Famiglia". Le investigazioni accertarono che ZAGARIA Vincenzo e Guido aveva instaurato un autentico clima di terrore e di omertà in Casapesenna (CE), favorendo le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore pubblico e privato, condizionandone le scelte ed i programmi.
Com’è noto la peculiarità del gruppo criminale dei “casalesi” è la sistematica infiltrazione nel tessuto economico della provincia di Caserta, attuata sia direttamente, mediante la costituzione da parte di appartenenti al clan di attività imprenditoriali finalizzate all'acquisizione di appalti pubblici, sia mediante il controllo di attività economiche facenti capo ad imprenditori compiacenti.
Utilizzando l’arma della corruzione e dell’intimidazione e successivamente attraverso l’inserimento di propri uomini negli enti locali, si innestava un perverso accordo trilaterale tra politici, imprenditori e camorra; di conseguenza il meccanismo della libera concorrenza veniva del tutto stravolto attraverso gli illeciti patti sulla assegnazione degli appalti ed i costi della corruzione venivano interamente scaricati sulla spesa pubblica.
Come riferito anche da collaboratori di giustizia, i fratelli destinatari della misura di prevenzione patrimoniale hanno svolto ruoli non di semplici prestanome, ma di elementi affidabili per compiti di stabile collaborazione nelle attività di gestione e di rappresentanza anche con esponenti del mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione.
Guido ZAGARIA costituiva l' elemento contiguo delle attività mafiose del congiunto Vincenzo. Essi sono da definirsi la "facciata pulita", necessaria a quest’ultimo, supporto logistico indispensabile per il riciclaggio dei proventi derivanti dalle molteplici attività delinquenziali del medesimo, mediante l'intestazione a loro nome di beni patrimoniali, di società e ditte imprenditoriali, attraverso le quali, usufruendo del peso camorristico del congiunto, sono riusciti ad accaparrarsi appalti pubblici e pubbliche commesse.
Guido ZAGARIA venne anche colpito da ordinanza di custodia cautelare, coinvolto nell’operazione Spartacus 2 e condannato nel 2004 per associazione camorristica. Tuttora è imputato in diversi procedimenti penali per reati di estorsione, truffa e riciclaggio e per associazione camorristica.
Guido ZAGARIA si occupava della gestione di tre lidi balneari sul litorale domizio; inoltre conduceva, su un terreno di loro proprietà, una fiorente attività di allevamento bufalino, per la produzione di latte da destinare alla caseificazione, nel quale sono state sequestrate diverse centinaia di bovini.
Tra i beni – facenti parte del consistente patrimonio riconducibile a ZAGARIA Guido, individuato nel corso di mirate investigazioni tecnico-patrimoniali svolte dal Centro Operativo D.I.A. di Napoli – che sono stati sottoposti a confisca figurano: Quota pari al 50% del capitale sociale di una S.r.l., con sede in Casapesenna; quota pari al 50% del capitale sociale di una S.n.c. con sede in Casapesenna e la confisca di un complesso di beni adibiti a stabilimento balneare situato in località Ischitella nel comune di Castel Volturno (CE), gestito dalla società s.n.c. di cui ZAGARIA Guido è amministratore unico. Il valore approssimativo dei beni sequestrati ammonta a circa 700 mila euro.

Commenta Stampa
di Fabio Iacolare
Riproduzione riservata ©