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Casalnuovo, ordinanze di custodia cautelare per frode fiscale


Casalnuovo, ordinanze di custodia cautelare per frode fiscale
13/03/2012, 10:03

In data odierna, su delega della Procura della Repubblica di Nola, il Comando Guardia di Finanza di Casalnuovo - Gruppo di Torre Annunziata - ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Iannacci Paride (1972) e De Falco Francesco (1970) ed una misura cautelare personale di obbligo di dimora nei riguardi di Bozza Giuseppe (1948) . Questi, in qualità di titolari dell'impresa Coloplastica di Casalnuovo di Napoli, sono accusati di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. Anche Turco Anna (1961), titolare formale della ditta Polimericom di Somma Vesuviana, è stata colpita da misura cautelare di divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle mprese, con interdizione delle attività a esse inerenti, per concorso nella medesima frode fiscale.  Complessivamente, allo stato, risultano indagate 34 persone che hanno concorso con gli arrestati in una frode fiscale in danno dell'Erario attraverso l'emissione e l'utilizzo di fatture false per un ammontare complessivo di 25 milioni di euro. All'esito delle indagini svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Casalnuovo di  Napoli, che si sono sviluppate attraverso l'esame di copiosa documentazione contabile ed attraverso indagini finanziarie che hanno permesso di tracciare l'impressionante flusso di denaro movimentato, risultano coinvolte in questo sistema illegale numerose aziende distribuite su tutto il territorio nazionale dedite alla commercializzazione di materie plastiche. La stessa Procura di Nola ha chiesto ed ottenuto il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente di numerosi beni immobili nei confronti di due soggetti titolari delle aziende partenopee e fruitori delle fatture false. L'indagine compiuta dalla Guardia di Finanza ha consentito di accertare un sofisticato metodo di evasione che si basava sull'emissione di fatture per operazioni inesistenti e sul loro utilizzo, mediante la fittizia costituzione di due ditte operanti nel settore della commercializzazione di prodotti plastici ma in realtà non attive e avvalendosi di tali ditte quali soggetti intermediari (interposti fittizi) fra il reale venditore (soggetto estero) e il destinatario effettivo della merce, in tal modo eludendo il pagamento dell'Iva dovuta e garantendo all'acquirente un indebito credito Iva per un valore di 5 milioni di euro. Ulteriore deleteria conseguenza va individuata nei confronti della concorrenza di mercato: attraverso questa artificiosa struttura commerciale, gli sleali imprenditori coinvolti nell'indagine ottenevano il vantaggio di poter vendere i propri prodotti ad un prezzo inferiore a quello normalmente praticato, proprio sfruttando il mancato pagamento dell'Iva.

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di Redazione
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