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Cronaca / Giudiziaria

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Pizzarotti: "Se non sono democratici, si mettono fuori"

Casapound fa ricorso al Tar contro il regolamento antifascista di Parma


Casapound fa ricorso al Tar contro il regolamento antifascista di Parma
15/02/2019, 18:28

PARMA - E' diventato un caso giudiziario la decisione del Comune di Parma di introdurre il "bollino antifascista", come viene definito. Cioè l'obbligo, per chiunque voglia intrattenere rapporti col comune, di sottoscrivere una dichiarazione in cui si attesta "di riconoscersi nella democrazia costituzionale, di ripudiare il fascismo e la xenofobia e di non propugnare la violenza come forma di lotta politica". Questa dichiarazione è necessaria anche per chiedere l'uso di un immobile comunale, l'occupazione di un'area pubblica o per candidarsi alla gestione di un impianto sportivo comunale. 

Ma Casapound rigetta questo regolamento comunale e per questo ha presentato ricorso al Tar, sostenendo che il regolamento serve a dare al sindaco il potere arbitrario di decidere chi può manifestare e chi no. E aggiunge: "Il 'regolamento antifascista' del Comune di Parma è un provvedimento che, in nome della democrazia, limita gli spazi di agibilità politica delle formazioni non gradite al sindaco. Un controsenso che peraltro travalica le competenze assegnate dalla legge ai Comuni. Noi ci riconosciamo nella Costituzione, quella fondata sul lavoro in cui la sovranità appartiene al popolo. E non avremmo nessun problema a sottoscrivere di riconoscerci nella stessa visto che peraltro ci presentiamo regolarmente alle competizioni elettorali. Ma riconoscerci nella Costituzione ed essere antifascisti sono due cose completamente diverse. È per questo che abbiamo presentato ricorso. Perchè non può essere un Pizzarotti qualsiasi a decidere chi, a Parma come nel resto d'Italia, può fare attività politica o meno". 

Una visione non condivisa dal sindaco Federico Pizzarotti: "Abbiamo adottato un regolamento, così come hanno fatto altre città in cui chiediamo semplicemente a chi prenota una sala o uno spazio comunale di sottoscrivere che si riconosce nei valori della Costituzione e nei valori dell'antifascismo. Se uno non lo sottoscrive e quindi non ha diritto ad avere una sala..."

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di Antonio Rispoli
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