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Palamara:"Alcune realtà non ci appartengono"

Cascini:"Si dimettano i giudici coinvolti nell'inchiesta sulla P3"


Cascini:'Si dimettano i giudici coinvolti nell'inchiesta sulla P3'
14/07/2010, 21:07

ROMA - Fin dai primi risvolti delle delicate indagini sull'eolico che hanno portato alla pista della presunta nuova loggia P3, l'Associazione Nazionale del Magistrati, attraverso il segretario Giuseppe Cascini, ha precisato con forza che "servono segnali forti" e che, di conseguenza, "bisogna avere la capacità di farsi da parte  se un sospetto cade sulla tua persona e lambisce l'istituzione". 
Come oramai noto, infatti, non sono soltanto politici ed uomini d'affari le personalità coinvolte nell'inchiesta che ha portato già alle dimissioni degli onorevoli Ernesto Sica e Nicola Cosentino e al coinvolgimento, tra gli indagati principali, di Flavio Carboni e
Denis Verdini. Nell'elenco dei sospetti nuovi massoni, come trapelato dalle prime indiscrezioni, ci sarebbero anche noti e potenti magistrati per i quali, in ogni caso, Cascini precisa che "ci sono tutte le garanzie previste dalla legge, il disciplinare, il primo grado, l'appello, la Cassazione e anche la prescrizione".
Il segretario dell'Anm si dimostra dunque preoccupato e desideroso di fare assoluta chiarezza, consapevole che "il tentativo di sottovalutare la gravità della vicenda è pericoloso" e, al contempo, non ci sta ad assumere il ruolo del giustizialista pronto a dichiarare colpevoli i colleghi coinvolti prima della condanna definitiva arrivata dalla giustizia.
In ogni caso, per Cascini, la trama che avvolge la cosiddetta nuova P3, possiede "caratteristiche analoghe a quella che negli anni '80 riguardò la P2. E le differenze sono a svantaggio della vicenda attuale, che ha elementi di grottesco che la rendono peggiore. Per questo - raccomanda ancora il segretario - abbiamo il dovere di dare una risposta chiara".
Ugualmente risoluto e deciso a chiarire fin da subito che "non vogliamo essere accomunati a realtà che non ci appartengono" si dimostra anche il presidente dell'Anm, Luca Palamara.
Per Palamara, difatti "su questi temi bisogna sgomberare il campo da equivoci. Noi vogliamo magistrati integerrimi e indipendenti che fanno il loro lavoro nella aule di giustizia. Dobbiamo porci il problema di come attivare i meccanismi statutari sul punto".

BORZONE: RISCHIOSE LE DICHIARAZIONI DELL'ANM
Com riferisce anche Rainews24, Renato Borzone, legale di Flavio Carboni, si dive però preoccupato delle comunicazioni diffuse da Cascini e Palamara ed osserva:"Le dichiarazioni trasmesse dai vertici dell'Anm, incidentalmente in servizio presso la Procura di Roma, sono stupefacenti e rischiano di realizzare, al di la' delle intenzioni soggettive, una grave interferenza sulla giurisdizione".
Ciò perchè, a parere del penalista "nel dare un giudizio sommario sulla vicenda processuale su cui domani si pronunzierà il tribunale del riesame suscita grave preoccupazione che si esprimano giudizi sulla fondatezza e gravità della vicenda, istituendo paragoni, peraltro fuori luogo, con episodi passati alla vigilia di scadenze giurisdizionali". E dunque, ha concluso Borzone:"La difesa Carboni protesta con sgomento per l'accaduto, segnalando il rischio di collasso dei valori costituzionali".

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di Germano Milite
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