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Già condannato all'ergastolo nel processo Spartacus

Caserta: arrestato Mario Caterino, numero due dei Casalesi

E' ritenuto il vice di Michele Zagaria

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Caserta: arrestato Mario Caterino, numero due dei Casalesi
02/05/2011, 13:05

CASAL DI PRINCIPE (CASERTA) - Nuovo colpo della magistratura e delle forze dell'ordine in Campania. E' stato arrestato Mario Caterino, considerato uno dei killer più pericolosi ancora in libertà. L'uomo si nascondeva, in base a quanto si è saputo, in un appartamento proprio a Casal di Principe, sua città natale, in provincia di Caserta, a poche decine di metri dalla locale staizone di Polizia. L'arresto è stato coordinato dai pm Antonello Ardituro, Giovanni Conzo e Raffaello Falcone, coordinati dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho.
Caterino era latitante da tre anni e faceva parte degli  imputati del processo Spartacus, uno dei più grandi processi contro la camorra in Campania e in particolare nel casertano. Da questo processo è uscito con una condanna all'ergastolo per gli omicidi da lui compiuti. 
Caterino è ritenuto, inoltre, il numero due del cartello capeggiato da Michele Zagaria.
Un’operazione, quella in cui è stato stanato uno dei capi dell'organizzazione casertana, che arriva poche ore dopo l’arresto di un napoletano residente a Posillipo che avrebbe favorito la latitanza del capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi, fazione Bidognetti, Giuseppe Setola. Secondo gli inquirenti l’uomo ospitò il killer in una sua abitazione.
Tra le persone arrestate figurano anche gli esecutori materiali di attentati con l'utilizzo di kalashnikov e dell'esplosione di numerosi colpi di arma da fuoco sulle vetrate dell'attivita' commerciale di un imprenditore casertano per costringerlo a pagare il pizzo. Il napoletano di Posillipo che ospito' Setola durante la sua latitanza, invece, è un insospettabile della media borghesia napoletana, in grado di offrire coperture e protezione al sanguinario sicario del clan del Casalesi. Le indagini, condotte dai Carabinieri, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia-di Napoli.

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di Antonio Rispoli
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