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Presentato l'ennesimo progetto di bonifica

Caserta: la discarica Lo Uttaro ha avvelenato una falda acquifera


Caserta: la discarica Lo Uttaro ha avvelenato una falda acquifera
24/12/2009, 10:12

CASERTA - i dati presentati dall'assessore campano all'Ambiente, Walter Gabapini, non sono incoraggianti: la discarica Lo Uttaro, attiva da molti anni in provincia di Caserta, ha inquinato una falda acquifera; e a pagarne le conseguenze sono soprattutto gli abitanti di Acquaviva, un quartiere di Caserta. Infatti la discarica, originariamente, aveva una profondità di 15 metri; successivamente fu disposto un ampliamento abusivo, che la portò ad una profondità di 30 metri, tre metri al di sotto della falda in questione. A questo punto l'inquinamento fu una logica conseguenza. E siccome in questo caso le sostanze tossiche sono soprattutto benzene ed altri idrocarburi, quindi sostanze estremamente volatili, queste passano attraverso il terreno. Così le persone che stanno al di sopra della falda respirano questi veleni. La conseguenza è un aumento dei tumori e delle leucemie, soprattutto tra i bambini, che hanno un sistema immunitario non in grado di sconfiggere queste sostanze cancerogene.
Questo è il resoconto fatto ieri dall'Assessore Ganapini alla presentazione del progetto di bonifica della discarica Lo Uttaro: 22 milioni di tonnellate di rifiuti, molti tossici o pericolosi. Ma questo dovrà essere solo il primo di una lunga serie: l'area ex Q8 (così chiamata perchè sede di una raffineria della compagnia petrolifera; ma sede anche di una esplosione che fece molte vittima una ventina di anni fa), sita nella zona periferica ad est di Napoli; i laghetti di Castelvolturno; la Masseria del Pozzo, a Giugliano; i Regi Lagni. Si tratta di una serie di lavori per cui sono state stanziate cifre irrisorie (60 milioni di euro, mentre le stime dicono che ci vogliono almeno 15 volte tanto), ma che bisogna fare, facendo attenzione anche a chi fa questi lavori e come. Infatti la ditta che in precedenza si occupava di queste bonifiche, la Jacorossi, è al centro di ben tre inchieste giudiziarie.
Spiace dirlo, ma anche se i dati sono drammatici, l'iniziativa sembra una delle tante iniziative che le amministrazioni in scadenza prendono per farsi propaganda elettorale. Speriamo di no.

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di Antonio Rispoli
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