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I maschi "eliminati" perchè non utili per la mozzarella

Caserta, trovato il cimitero dei bufalotti


Caserta, trovato il cimitero dei bufalotti
16/03/2010, 16:03

NAPOLI – Ancora non si è trovato un indotto capace di rimediare alla mattanza dei piccoli bufalotti, detti “annutoli” che appena nati, vengono subito soppressi. Di fatti, il mercato della mozzarella di bufala  vuole che zootecnicamente esistano soltanto bufali di sesso femminile utili per la produzione del latte, visto che il mercato della produzione della carne bufalina non trova un ampio consenso tra i consumatori, i maschi, che sarebbero soltanto un costo per gli allevatori vengono subito “eliminati”. Il cimitero di bufalotti, tutti di sesso maschile, scoperto nei giorni scorsi dagli uomini della locale ASL nelle campagne di Castel Volturno, nel Casertano, ha portato alla luce i resti di 57 animali. La rimozione delle carcasse si è conclusa venerdì scorso e, secondo quanto si è appreso, la fossa potrebbe contenere ancora molti esemplari. Le operazioni sono infatti rese difficoltose dalla presenza d'acqua che riempie la cava. Il 10 marzo scorso una quindicina di carcasse furono scoperte da una pattuglia del Corpo Forestale di Castel Volturno in uno dei laghetti formatisi in cave di sabbia in disuso presenti nelle campagne della località casertana. La mattanza si perpetua di anno in anno, come anche dimostra una strana coincidenza: la stragrande maggioranza delle registrazioni delle nascite che gli allevatori effettuano in questo periodo dell'anno alle ASL, riguardano esemplari femmina mentre i maschi sono pochissimi, nonostante le tecniche per la predeterminazione del sesso del nascituro non risultino ancora in uso negli allevamenti. La mozzarella di bufala è il formaggio italiano più apprezzato al mondo e produce introiti di tutto rispetto. Ciò nonostante, la produzione va ottimizzata riducendo i costi e liberandosi dei 'pesi morti'. Una necessità che induce gli allevatori ad eliminare gli esemplari maschi a vantaggio delle produttive femmine. I metodi sono spesso cruenti: vengono strappati alla madre ancora lattanti e abbandonati nei campi, buttati nei fossi, soffocati con la paglia, seppelliti ancora vivi o lasciati legati ad un palo fino alla morte per inedia. Oppure, come testimoniano i cadaveri di bufalotti che il mare di Castelvolturno quotidianamente restituisce alla terraferma, buttati nelle torbide acque dei Regi Lagni per lasciarli affogare.

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di Nando Cirella
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