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Bersani a palazzo Chigi soltanto con maggioranza piena

Casini avvisa Bersani, senza maggioranza premier sarà Monti

Camere: resta il nodo liste

Casini avvisa Bersani, senza maggioranza premier sarà Monti
02/01/2013, 19:37

ROMA – All’inizio del nuovo anno Casini avvisa Bersani: “Il segretario Pd non sarà premier se non avrà la maggioranza alla Camera e al Senato”. Come dire: se da solo non ce la farai non contare sul nostro appoggio, perché in quel caso il prossimo premier dovrà essere Mario Monti. Il leader dell'Udc ci tiene a sottolineare in proposito quanto disse già a settembre “Per noi dopo Monti c’è solo Monti”. E “dopo quattro mesi - chiarisce - le mie convinzioni si sono rafforzate, non indebolite. Per cambiare il Paese serve ancora il Professore al timone”. Nell'intervista rilasciata oggi ad “Avvenire” il leader dell'Udc lancia dunque la sfida al Pd chiarendo che la partita delle politiche si gioca “tra la sinistra e l'area della responsabilità, tra Bersani-Vendola e Mario Monti”. E prevedendo un possibile pareggio fissa i suoi paletti. Non esiste, nell'orizzonte di Casini, l'ipotesi di un patto esclusivo Pd-Monti: “Semmai un grande patto tra tutte le forze politiche. Anche con il Pdl, la Lega, direi anche con Grillo. Serve una legislatura costituente per riformare le istituzioni, a partire da questa malefica legge elettorale”. La sfida al Pd prosegue anche sui contenuti. “Questo Paese non ha bisogno di moderazione. Ha bisogno di una vera rivoluzione. Di riforme limpide, cristalline, capaci di mettere in discussione interessi consolidati e di aprire la strada a una vera concorrenza e a un vero dinamismo nell'economia italiana. Se essere progressisti - dice Casini - significa non fermarsi davanti ai poteri costituiti bene, noi lo siamo, è la nostra strada. L'abbiamo percorsa durante questi ultimi 13 mesi di governo Monti e su questa vogliamo continuare”. E il Pd? “Il Pd no. Gli italiani pagano di più luce, gas, acqua rispetto ai cittadini europei perché il sistema è ingessato. Dal sistema di potere delle Regioni rosse e da quello della Lega al Nord”. Dal Pd non giungono reazioni e nel pomeriggio Casini su Twitter rilancia i contenuti della sua intervista fissando in sintesi lo scenario della sfida che i centristi intendono ingaggiare. Tutto da sciogliere, invece, il nodo delle liste. Il tempo stringe. Da un lato Enrico Bondi, per conto del premier, non sembra intenzionato ad allentare la presa. Dall'altro Casini non molla e chiarisce che sarà l'Udc a scegliere i proprio candidati. Il leader centrista torna ad escludere ipotesi di “rottamazione” ribadendo che la lista Udc dovrà essere valutata solo sui nomi. “Metteremo in campo candidati di qualità e capaci di interpretare la richiesta di nuovo che scuote la politica. Ci sarà un rinnovamento profondo, ma non ci sarà la rottamazione di persone che sono state onestamente impegnate in politica e non se ne sono servite”. Un riferimento alle ipotesi di possibili esclusioni eccellenti come quella del segretario Lorenzo Cesa. Quanto al proprio futuro Casini ci tiene a sottolineare: “Ruoli e incarichi mi sono del tutto indifferenti. Ho avuto modo di soddisfare le mie vanità. Oggi tocca a Monti giocare da protagonista, a guidarci in campagna elettorale. Monti e' il disegno, il progetto; io sono soltanto una parte”.

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di Valerio Esca
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