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Si tratta di Ettore Incalza, già coinvolto in Tangentopoli

Caso Anemone: 520 mila euro per il braccio destro di Matteoli


Caso Anemone: 520 mila euro per il braccio destro di Matteoli
12/05/2010, 09:05

ROMA - Improvvisamente spunta una nuova strana donazione fatta dall'imprenditore Diego Anemone. Dopo i 900 mila euro regalati all'ex Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, questa volta il beneficiario è Ettore Incalza, che attualmente ricopre il ruolo di capo della struttura tecnica di missione nel Ministero delle Infrastrutture, ed è in pratica il braccio destro del Ministro Matteoli. Non si tratta di un nome sconosciuto alla magistratura, dato che già nel 1998 fu arrestato, quando era presidente della Tav e direttore generale del ministero dei Trasporti e fu coinvolto in una indagine per la crazione di fondi neri per conto del sistema "Necci-Pacini Battaglia".
Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze e le prove documentali, si sarebbe agito nella stessa maniera di Scajola. Alberto Donati, 52 anni, marito della figlia di Incalza, voleva un appartamento a Roma e chiese consiglio al suocero. Il quale gli consigliò di rivolgersi all'architetto Zampolini, che trovò un appartamento in via Emanuele Gianturco, formato da 5 vani e cantina, situato al secondo piano, in una zona in pieno centro città, vicino a piazza del Popolo. Gli ex proprietari chiedevano 910 mila euro, e li ebbero così divisi: due assegni di 150 mila e 240 mila euro, che costituiscono la parte ufficiale indicata nel rogito (che infatti riporta 390 mila euro, come valore dell'appartamento); e poi altri 520 mila euro in 52 assegni circolari da 10 mila euro l'uno, ottenuti dalla filiale della Deutsche Bank di Largo Argentina; la stessa filiale dove 24 ore prima erano stati prelevati gli 80 assegni circolari per un valore di 900 mila euro destinati a Scajola. Infatti entrambe le operazioni avvengono nel luglio 2004, a distanza di un giorno l'una dall'altra. All'epoca Incalza, superata la vicenda del 1998, è ancora nel Ministero delle Infrastrutture, come consigliere speciale di Lunardi, allora Ministro.
A questo punto resta da chiedersi se queste donazioni e quelle fatte ad altre persone, come il generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru (a cui ANemone diede i soldi per l'acquisto di due appartamenti) siano o no collegati con la circostanza, emersa nei giorni scorsi, di appalti che le società di Anemone hanno ricevuto dal 2001 in poi per un totale che superava i 100 milioni e senza bando di gara, trattandosi di lavori eseguiti per conto del Ministero dell'Interno, della Presidenza del Consiglio ed altri enti simili.

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di Antonio Rispoli
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