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SI scopre che già nel 2007 Di Pietro si era allertato

Caso Anemone: scovati 10 milioni di tesoretto della "cricca"


Caso Anemone: scovati 10 milioni di tesoretto della 'cricca'
10/06/2010, 10:06

PERUGIA - Oltre 10 milioni di euro, riconducibili al costruttore DIego Anemone, ai funzionari pubblici Fabio De Santis e Claudio Rinaldi, alla madre di quest'ultimo Mimma Grazzano e al commercialista di Anemone, Stefano Gazzani, sono stati trovati in conti bancari dello Stato di San Marino. Fanno il paio con i 5 milioni trovati in Lussemburgo, in filiali locali dell'Unicredit. A guidare i magistrati sul tesoretto un testimone, per ora rimasto segreto. Magistrati che stanno cercando anche di verificare la famosa lista Anemone, con la lista dei 412 nomi di persone a cui Anemone ha fatto lavori in casa. Finora gli accertamenti hanno permesso di individuare chi materialmente ha fatto i lavori in una quarantina di casi, ma nessun pagamento è stato riscontrato a favore dlel'imprenditore.
Intanto si viene a sapere qualche stralcio dei verbali dell'esame di ANtonio DI Pietro, che martedì ha parlato per oltre tre ore con i magistrati. In particolare, l'ex Pm ha prodotto una lettera da lui inviata a Prodi, nella quale scrive: "P. S. Vi prego, ci stiamo avviando verso macroscopiche violazioni di legge e questo non può essere accettato, se riscontrato". SI riferiva ai lavori per il 150esimo anno dall'Unità d'Italia, per cui Balducci aveva creato una vera e propria "centrale di committenza", dando gli appalti in maniera non trasparente. E quindi Di Pietro avvisò il Presidente del Consiglio di allora, Romano Prodi, e Francesco Rutelli. Per questo non è escluso che presto i due vengano sentiti come "persone informate sui fatti"

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di Antonio Rispoli
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