CRONACA - Cronaca
COSì HA RISPOSTO AD UNA LETTERA DI UNA LETTRICE DEL GIORNALE
Caso Boffo: Feltri ammette "E' stata una bufala"
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04/12/2009, ore 15:32 -
MILANO - Vittorio Feltri, appena fu ri-assunto alla direzione de "Il Giornale", si scatenò subito contro Dino Boffo, direttore dell'Avvenire, accusandolo di essere omosessuale e di avere, per questo, agito con molestie sessuali contro la compagna di un uomo su cui aveva puntato gli occhi. A causa di quella campagna stampa, Boffo fu costretto a dimettersi dal suo ruolo di direttore dell'Avvenire.
Ma oggi, a distanza di tre mesi, è lo stesso Vittorio Feltri a dire che in sostanza quegli articoli erano una bufala. Rispondendo alla lettera mandata da una lettrice, ha risposto: "La ricostruzione dei fatti descritti nella nota [che ho ricevuto allora], oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali". E poi continua: "Da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione".
Aveva ragione Marco Travaglio quando, commentando il ritorno di Feltri sulla poltrona di direttore de "Il Giornale", disse: "Quando si assume un picchiatore, non ci si può sorprendere se poi picchia".
Ma oggi, a distanza di tre mesi, è lo stesso Vittorio Feltri a dire che in sostanza quegli articoli erano una bufala. Rispondendo alla lettera mandata da una lettrice, ha risposto: "La ricostruzione dei fatti descritti nella nota [che ho ricevuto allora], oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali". E poi continua: "Da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione".
Aveva ragione Marco Travaglio quando, commentando il ritorno di Feltri sulla poltrona di direttore de "Il Giornale", disse: "Quando si assume un picchiatore, non ci si può sorprendere se poi picchia".
di Antonio Rispoli
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