Cronaca / Nera

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Le reazioni dopo l'arresto di Danilo Restivo

Caso Claps, la famiglia: "Ora si indaghi sulle coperture"


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Caso Claps, la famiglia: 'Ora si indaghi sulle coperture'
28/05/2010, 19:05

SALERNO – Danilo Restivo uccise Elisa Claps con 13 coltellate al torace, dopo un rifiuto di lei a un tentativo di approccio sessuale. E’ quanto hanno comunicato gli inquirenti nel corso della conferenza stampa che si è tenuta alla Procura di Salerno questa mattina, dopo la disposizione dell’arresto di Restivo per l’omicidio dell’allora sedicenne. Secondo l’accusa, e stando alla ricostruzione effettuata dall’anatomo-patologo Francesco Introna, Restivo infierì sul corpo della ragazza. Il Comune di Potenza ha fatto sapere che intende costituirsi parte civile durante il processo.

Tra le prove che hanno portato la Procura di Salerno a chiedere l’arresto di Restivo, manca quella del Dna. Gli elementi di accusa sono desunti dagli atti prodotti a partire dal 12 settembre 1993, giorno della scomparsa di Elisa, ed hanno trovato riscontri dopo il ritrovamento del cadavere, il 17 marzo 2010; proprio il ritrovamento del corpo, nascosto per 17 anni nella soffitta di una chiesa, ha dato significato giudiziario a tutti i dati investigativi raccolti negli anni, imprimendo un’accelerazione all’inchiesta.
Sul cadavere di Elisa, hanno spiegato gli inquirenti, non è stato trovato il dna di altre persone. Se invece risulteranno tracce biologiche sugli oggetti che sono sottoposti all'incidente probatorio, si effettuera' la comparazione con il dna di Restivo prelevato in Inghilterra dopo l'arresto ed inviato ai laboratori scientifici della polizia italiana.

Durante la conferenza è stato inoltre sottolineato che la richiesta di arresto nei confronti di Restivo è precedente al fermo dell’uomo in Inghilterra; la Procura ha presentato la richiesta l’11 maggio scorso, mentre la firma del gip è arrivata il 22 maggio; l’arresto di Restivo in Inghilterra, per l’omicidio di Heater Barnett, è invece datato 19 maggio.
L’estradizione dell’arrestato richiesta dalla Procura generale di Salerno alle autorità inglesi per l’interrogatorio sarà temporanea, in quanto Restivo dovrà rispondere anche davanti alla legge inglese con processo che partirà il 24 settembre. La richiesta di estradizione e' stata avanzata dal procuratore Franco Roberti e dal pm Rosa Volpe e a vagliarla sara' la Soca (Serious Organization Crime Agency), organismo inglese che si occupa della protezione dei cittadini. Secondo il procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro, ''non ci saranno difficolta''' per far arrivare Restivo in Italia. Cio' anche perche', fino al 24 settembre, non sono previste altre udienze davanti alla corte inglese.

Il pool di magistrati della Procura di Salerno ha ricostruito le ultime ore della vita di Elisa Claps, evidenziando le false informazioni fornite da Danilo Restivo quando, 17 anni fa, fu interrogato sulla scomparsa della ragazza. Restivo aveva detto di aver lasciato la sedicenne dopo un breve incontro nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, e di averla seguita con gli occhi mentre la studentessa sedicenne si allontanava. Circostanza impossibile in quanto la ragazza non è mai uscita da quella chiesa. Elisa, secondo la ricostruzione dei magistrati, era uscita di casa alle 11 del 12 settembre 1993 insieme ad un’amica per incontrare Restivo, allora 21enne, col quale aveva un appuntamento nei pressi della chiesa. Le due ragazze giungono in una piazza poco distante dalla chiesa e lì si separano. Elisa raggiunge Danilo, l'amica resta ad aspettare. Successivamente, l’amica decide di andare a casa di Elisa, credendo che la ragazza fosse rientrata. L’allarme viene lanciato alle 16, quando la famiglia denuncia la scomparsa della sedicenne.

Danilo Restivo, interrogato, ammette di averla vista, ma, sostiene, solo per pochi minuti. Una testimonianza che e' costata all'ex studente di giurisprudenza, oggi 38enne, una condanna confermata in Cassazione a 2 anni e 8 mesi per false dichiarazioni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Restivo avrebbe convinto Elisa a seguirlo nei locali attigui alla cattedrale di Potenza, fino al sottotetto, dove avrebbe tentato un approccio sessuale. Elisa si sarebbe opposta, scatenando cosi' la furia del giovane. Rifiutato, Restivo avrebbe colpito 13 volte con un'arma da punta e da taglio, probabilmente grandi forbici, soprattutto al torace. Poi Danilo ha trascinato il corpo in un angolo del sottotetto e lo ha coperto con tegole e materiale di risulta, ricostruisce il pg.

Il corpo viene trovato il 17 marzo scorso, 17anni dopo la scomparsa. E’ in buona parte scheletrizzato, parzialmente mummificato. Quello stesso giorno i familiari riconoscono Elisa da alcuni particolari dell’abbigliamento, dall’orologio e dagli occhiali.



Da quel momento le indagini, prima gestite dalla procura di Potenza e poi trasferite, per il coinvolgimento di un magistrato lucano, a Salerno subiscono una forte accelerazione. Viene disposta l'autopsia; il 26 marzo parte la richiesta per rogatoria internazionale del campione di dna di Danilo Restivo; ad aprile vengono disposti esami di laboratorio su un centinaio di reperti rinvenuti nei locali della chiesa; l'11 maggio la procura di Salerno deposita la richiesta di arresto; il 19 maggio scorso Restivo viene arrestato dalla polizia inglese a Bournemouth per l'omicidio di Eather Barnett; il 22 maggio il gip di Salerno accorda la misura cautelare italiana.

Mentre si attende il processo per Restivo, si apre un altro fronte investigativo. Il procuratore Di Pietro ha parlato dell’ipotesi che vede il coinvolgimento di altre persone nell’omicidio, o quantomeno nell’occultamento del cadavere. Una tesi sposata da sempre dalla famiglia di Elisa Claps, che anche dopo l’arresto di Restivo ha chiesto a gran voce che le indagini non si fermino, e che si faccia chiarezza sulla rete di complicità che ha aiutato e protetto l’adesso 38enne per tutti questi anni.
A far credere che qualcun altro sapesse, anche le condizioni in cui è stato trovato il cadavere: non era, infatti, completamente coperto dai materiali di risulta. Segno che forse qualcuno, negli anni, ne aveva spostato una parte, vedendo quindi il corpo.

Che ci siano altre persone coinvolte, è convinto anche un investigatore privato e tecnico della difesa della famiglia Claps. “Queste persone, - spiega Gallo illustrando la propria ricostruzione, - avrebbero agito tra le 14 e le 16.30, in assenza di Restivo che fu invece mandato a casa. Successivamente, dopo la morte don Mimì Sabia, qualcuno potrebbe aver tolto il materiale di risulta che copriva la salma, proprio per far scoprire quel corpo".

Secondo il detective Elisa non andò da sola nel sottotetto della chiesa. "Non l'avrebbe mai fatto - ha detto - ci andò probabilmente con l'amica Eliana e con altri amici, che poi, però, la lasciarono sola con Restivo che voleva tentare un approccio con lei". Per l'investigatore privato sul caso Claps avrebbe operato "una regia per l'occultamento e per i depistaggi" che, a Potenza, "funziona in modo standard". "Uno dei maggiori attori di questa vicenda - ha aggiunto Gallo - è crocevia di interessi ben più importanti dell'omicidio della povera Elisa".


"Sono soddisfatta per il provvedimento nei confronti di Restivo ma sono soddisfatta anche per come il procedimento sta proseguendo perchè, come ha detto il Procuratore generale, le indagini continuano". Lo ha detto ai giornalisti l'avvocato Giuliana Scarpetta, legale della famiglia Claps, questa mattina a Salerno dove si è svolta la conferenza stampa della Procura. "Per Danilo Restivo - ha detto l'avvocato - siamo alla fine ma per tutto il resto siamo all'inizio. So che che si faranno indagini a 360 gradi su responsabilità e coperture e questa volta si andrà fino in fondo".

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di Nico Falco
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