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Il presidente dell'Ordine: non ci accusino per coprire altri

Caso Cucchi, convocato Consiglio straordinario medici Roma


Caso Cucchi, convocato Consiglio straordinario medici Roma
03/05/2010, 17:05

ROMA – L’ordine dei medici di Roma non ci sta. Non accetta di assumersi la colpa per la morte di Stefano Cucchi, soprattutto se “ci vengono scaricate addosso forse per alleggerire altre spalle da un pesante carico di accuse". Sono parole chiare quelle di Mario Falconi, presidente dell’Ordine provinciale, annunciando per domani sera un consiglio straordinario che esaminerà il caso giudiziario del giovane, morto in carcere in seguito all’arresto per possesso di sostanze stupefacenti.
L'Ordine sarà inflessibile "se saranno accertate le responsabilità che vengono addebitate" ai medici in servizio all'Ospedale Pertini, spiega Falconi, ma "chiediamo che la stessa inflessibilità sia rivolta a chi in questa triste e incivile vicenda ha commesso abusi, e non soltanto leggerezze. Camici bianchi o divise, non ci può essere impunità quando viene umiliata e persa una vita da parte di chi ha il dovere di proteggerla".
Secondo il presidente, anche la stampa ci ha messo del suo in tutta la vicenda: la tesi secondo cui il trentenne si sarebbe potuto salvare semplicemente somministrandogli un po’ di zucchero sarebbe, infatti, “priva di valenza scientifica” e significa accreditare l'idea di personale ospedaliero incompetente, o peggio sadico".
A parlare di acqua e zucchero, in realtà, sono stati i pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy nell'avviso di fine indagine recapitato negli scorsi giorni a dieci tra funzionari, medici e infermieri dell'ospedale, indagati per favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsità ideologica. Per tre agenti penitenziari si ipotizzano invece i reati di lesioni e abuso di autorità. Accuse più lievi di quelle formulate in origine: omicidio preterintenzionale per i poliziotti e omicidio colposo per i sanitari.

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di Ornella d'Anna
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