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Nell'ambito dell'inchiesta sarà ascoltato un altro testimone

Caso Cucchi, Manconi: morte per abbandono terapeutico


Caso Cucchi, Manconi: morte per abbandono terapeutico
26/11/2009, 22:11

ROMA – Stefano Cucchi sarebbe morto perché “in ospedale è stato lasciato morire”, un “caso di abbandono terapeutico” e di “profonda sottovalutazione del suo stato fisico”. E’ la conclusione a cui è giunto Luigi Manconi, coordinatore del comitato ‘Verità per Stefano Cucchi’, esposta nel corso di una conferenza stampa alla Camera in merito ai risultati dell’Ispezione effettuata questa mattina da cinque parlamentari di maggioranza e opposizione all’ospedale Sandro Pertini, dove, il 22 ottobre scorso, è deceduto il 31enne romano. “E’ stato violato inoltre, - ha aggiunto Manconi, - uno dei suoi fondamentali diritti umani, quello di difesa. Esistono ben due documenti, firmati da un medico, di cui uno anche poche ore prima della morte, nel quale si attesta che Stefano si sarebbe rifiutato di assumere cibo e acqua finchè non avesse parlato con il suo avvocato”. Un atteggiamento che avrebbe tenuto si dall’inizio della sua degenza nell’ospedale romano, secondo il relatore in segno di protesta. Il reparto detentivo del Pertini, aggiunge Manconi, “è troppo carcere e poco ospedale: l’attenzione terapeutica dovrebbe essere più alta” e “forse i medici si sentono più custodi che sanitari che devono rispettare il giuramento di Ippocrate”.
I senatori del Pd Silvia della Monica, Stefano Ceccanti e Guido Galperti, che non hanno potuto partecipare all’ispezione a causa del protrarsi dei lavori in Senato, in una nota congiunta si dicono sgomenti per i risultati dell’ispezione compiuta dagli altri parlamentari. “Non ci sono parole, - aggiungono, - di fronte alla possibilità che a un detenuto sia stato negato il diritto costituzionale a essere curato in carcere, che corrisponde a un preciso dovere deontologico dei medici. E’ incredibile che questo giovane non solo sia stato selvaggiamente picchiato, ma sia stato anche lasciato morire”.

Nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Cucchi sarà ascoltato un secondo immigrato, di origine albanese, che il 16 ottobre era nelle celle dei sotterranei del tribunale di Roma, dove è stato recluso anche Cucchi in attesa della sua udienza. L’immigrato sarà ascoltato il prossimo 9 dicembre con la formula dell’incidente probatorio. Il 21 novembre il gip aveva ascoltato la testimonianza di un uomo originario del Gambia, che aveva riferito di aver visto delle guardie penitenziarie che trascinavano Cucchi in una cella.

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di Nico Falco
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