CRONACA - Nera

IL 31 DISPOSE CHE NON FOSSE COMUNICATO NULLA ALLA FAMIGLIA

Caso Cucchi, pm valuta omicidio colposo per medici

Caso Cucchi, pm valuta omicidio colposo per medici

03/11/2009, ore 21:48 - 

ROMA – Riflettori puntati sui medici dell'ospedale Pertini di Roma, per l'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi: la Procura valuta l'omicidio colposo invece del preterintenzionale. Si dovrà accertare, prima di modificare l'ipotesi di reato, l'eventuale colpa professionale dei medici che hanno avuto in cura il 31enne durante il ricovero dopo la notte passata nel carcere di Regina Coeli.

I pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy hanno ascoltato per oltre due ore Aldo Fierro, il responsabile del padiglione detenuti dell'ospedale Pertini. Il medico ha spiegato loro che il 21 ottobre era stata preparata, su indicazione delle sue collaboratrici, una lettera da inviare al giudice Maria Inzitari, che aveva convalidato l'arresto del 31enne; la comunicazione riguardava i problemi con Cucchi, che rifiutava di assumere cibo e bevande. Non c'è stata più nessuna lettera perchè il giorno successivo, ovvero il 22 ottobre, Cucchi è deceduto. Domani saranno ascoltate dai magistrati due dottoresse del Pertini ed una infermiera, indicate dallo stesso Fierro, che hanno avuto più incontri col geometra romano. L'inchiesta resta, almeno per il momento, contro ignoti: si attendono ancora le analisi complete dei medici legali.

Intanto, è emerso un particolare che spiegherebbe, almeno in parte, la difficoltà incontrata dalla famiglia del 31enne di ricevere informazioni riguardo il suo stato di salute. Risulta infatti dalle cartelle cliniche, ed è stato ribadito dal dottor Fierro, che era stato lo stesso Stefano Cucchi a disporre che non venissero date indicazioni alla famiglia rispetto al proprio ricovero nell'ospedale Pertini. Altro impedimento alla “comunicazione”, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche il protocollo vigente tra l'Asl di zona e l'amministrazione penitenziaria, secondo cui spetta al giudice responsabile decidere se autorizzare o meno la diffusione del bollettino medico del paziente/detenuto.

Per quanto concerne le ferite riscontrate sul cadavere del giovane, infine, lo stesso avrebbe fornito diverse versioni discordanti: avrebbe inizialmente detto di essere caduto il giorno prima del suo compleanno, quindi il 30 settembre, poi invece il giorno dell'arresto.

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