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Oltre all'omicidio colposo, anche le negligenze

Caso Cucchi: si aggravano le accuse per i medici coinvolti


Caso Cucchi: si aggravano le accuse per i medici coinvolti
29/04/2010, 18:04

ROMA - Importante svolta nelle indagini collegate al controverso caso di Stefano Cucchi, il giovane geometra romano arrestato per possesso di stupefacenti lo scorso 15 ottobre e morto per cause ancora poco chiare una settimana dopo. Secondo le indiscrezioni che trapelano dagli uomini vicini ai  pm Vincenzo Barba e Francesca Loy, ci sarebbero sviluppi riguardo le accuse rivolte ai medici del Sandro Pertini coinvolti nell'indagine ed alle guardie carcerarie accusate di aver pestato mortalmente il ragazzo nella cella di sicurezza del tribunale di Roma.
Per i primi indagati, pare che i magistrati abbiano presentato una mole d'accuse ancora più pesanti rispetto alle precedenti; con i reati di omissioni e negligenze che si aggiungono a quello dell'omicidio colposo già contestati. Rivista invece l'accusa di omicidio preterintenzionale mosso contro le guardie penitenziarie che, a quanto sembra, dovranno rispondere esclusivamente del reato di lesioni e maltrattamenti. In ogni caso, per i nove indagati, si profila l'ipotesi del rinvio a giudizio. Nella delicata indagine ha un ruolo chiave anche  la commissione parlamentare d'inchiesta presieduta dal senatore
Ignazio Marino e, secondo le ultime indiscrezioni, i pm sarebbero in grado di presentare gli atti con l'avviso di conclusione delle indagini già entro domani. Tempi brevi, quasi lampo, che hanno lasciato soddisfatta e rincuorata anche Ilaria Cucchi, sorellla della presunta vittima:"Ringrazio i pm perchè all'inizio di tutta questa vicenda - ha infatti detto la ragazza- ci siamo trovati davanti ad un muro con la sensazione di sconforto e abbandono e la paura di non avere mai dei riscontri. Invece ora mi rendo conto che probabilmente le cose sono andate avanti in maniera più spedita del previsto. Ci sono però dei vuoti che io ancora non riesco a capire: per me, come sorella è fondamentale sapere cos'è accaduto a mio fratello in quei 6 giorni, un tempo brevissimo, in cui ha smesso di vivere".
Secondo quanto affermano gli stessi familiari, Cucchi doveva affrontare problemi di tossicodipendenza sicuramente non trascurabili e, anche per tale motivo, i giudici hanno deciso di dare un freno all'onda forcaiola inziale che si era scatenata contro le guardie carcerarie e di non gonfiare inutilmente capi d'accusa che, con lo svilupparsi delle valutazioni e delle perizie mediche, non avrebbero poi visto un riscontro nella realtà. I maggiori responsabili, dunue, sembrano essere alcuni dei medici del Pertini che avrebbero colpevolmente taciuto riguardo le precarie condizioni di salute del ragazzo. A quanto sembra, comunque, si farà chiarezza sull'intera vicenda prima di quanto si immagini.

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di Germano Milite
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