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CASO ENGLARO: CONTINUANO GLI ATTACCHI ALLA SENTENZA


CASO ENGLARO: CONTINUANO GLI ATTACCHI ALLA SENTENZA
14/11/2008, 12:11

Non cessano gli urli e gli attacchi che il Vaticano sta lanciando, direttamente o indirettamente, contro la sentenza della Corte di Cassazione con la quale è stata autorizzata, di fatto, la sospensione dell'alimentazione forzata per Eluana Englaro. E così, dopo le affermazioni di ieri di Monsignor Fisichella, che ha parlato di eutanasia di fatto, oggi è toccato alla Santa Sede direttamente, attraverso una nota del SIR, cioè l'agenzia stampa dei vescovi. Una nota dove non si parla assolutamente del dato scientifico (Eluana è una ragazza tenuta in vita dalle macchine che non potrà mai e in nessun caso ritornare viva) ma si parla solo di temi estranei alle decisioni giuridiche prese: del nichilismo sociale, della mancanza di spiritualità nel prendere una decisione così grave e argomenti similari. Chiudendo con una frase: "Questa mentalità, che non è di un giorno, ha piegato la verità delle cose e ha fatto dire a molti autentiche menzogne: l'alimentazione, l'idratazione, la ventilazione sarebbero terapie o cure. Considerate così, non svolgerebbero il loro compito perché il paziente non guarisce; e, allora, se non funzionano è giusto che siano sospese. Come nel caso del fallimento di una qualsiasi medicina. No! Sono atti dovuti non solo ai malati, ma a tutti i cittadini, secondo una solidarietà umana globale, che non distingue le persone né per razza, né per condizione di salute. Per questo motivo la loro sospensione ha solo un nome: eutanasia". L'ascientificità delle argomentazioni è evidente.

E' intervenuta anche l'Unione Giuristi Cattolici Italiani (UGCI), che ha parlato di sentenza devastante perchè ''la Cassazione rendendo disponibile la vita di Eluana, introduce di fatto nel nostro ordinamento l'eutanasia passiva, induce l'opinione pubblica a ritenere che una vita malata possa perdere di dignita' e di conseguenza infrange il principio, assolutamente supremo, secondo il quale nessuna malattia, neanche la piu' grave, puo' togliere dignita' alla persona malata o affievolirne il diritto alla vita ed umilia colpevolmente tutti i malati che si trovano nella medesima situazione di Eluana e i medici e le famiglie che di essi si prendono cura''.

Inoltre è stato dato ampio spazio ad una nota, firmata da Gerarda e Pino Sciortino, i genitori di Gianluca che si risvegliò dopo 40 giorni di coma,nel quale i due rimproverano Beppe Englaro, il papà di Eluana, dicendo: "Solo Dio può togliere la vita, perchè è lui che la dà". Come se un coma di 40 giorni ed uno di 16 anni fossero la stessa cosa.

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di Antonio Rispoli
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