Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Si agli arresti domiciliari per il fondatore della compagnia

Caso Fastweb, Procura favorevole a scarcerazione di Scaglia


Caso Fastweb, Procura favorevole a scarcerazione di Scaglia
17/05/2010, 21:05

ROMA - Quando l'inchiesta partì destò enorme scalpore, con i vertici di alcuni colossi della telecomunicazioni come Fastweb e Telekom Sparkle accusati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale di due miliardi di euro. Tra i potenti top-manager coinvolti e ritenuti direttamente responsabili dell'enorme giro di denaro sporco c'era anche Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb successivamente arrestato per i fatti appena raccontati e detenuto in carcere da meno di tre mesi.
Ebbene, proprio per la scarcerazione di Scaglia ed i conseguenti domiciliari, Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e i pm Francesca Passaniti, Giovanni Bombardieri e Giovanni Di Leo hanno deciso di dare parere favorevole e di presentare un'istanza specifica al gip Aldo Morgigni. A quanto pare, in numerosi appelli degli altrettanto numerosi amici dell'ex leader del colosso telematico hanno sortito l'effetto sperato. Anche la moglie di Scaglia, poi, si era prodotta in un'accorata lettera aperta al presidente Giorgio Napolitano per richiedere la liberazione del consorte. Nell'epistola, si leggeva infatti testualmente che il manager "si è sempre dichiarato innocente, estraneo ai fatti che gli vengono contestati, peraltro già oggetto di un precedente chiarimento con la magistratura inquirente". Lo stesso number one dell'azienda di tlc, tra l'altro, si diceva convinto che "i vertici della società, Fastweb stessa, come lui, sono stati vittime di un ben congegnato raggiro" e che "molto contento che la società, scongiurato il commissariamento, possa finalmente riprendere la sua normale attività".
Insomma, anche in questo caso, nonostante accurate indagini, prove, intercettazioni e via discorrendo, i condannati ed incarcerati divengono "vittime" di complotti orditi da imprecisati personaggi (mai identificabili)  e di errori causati da ingenuità ed eccessiva purezza d'animo. Senza voler fare i giustizialisti senza cuore, andrebbe infatti ricordato a questi super-aziendalisti tra i quali si colloca anche il sempre più lamentevole Callisto Tanzi che risulta ai più molto difficile credere che, chi riesce da zero ad accumulare una fortuna e a mettere in pierdi mega imprese, sia poi così sprovveduto da farsi manovrare senza nemmeno rendersene conto da eserciti di brutti ceffi.
Morale della poco decorosa favola, in fede al paradossale concetto di cui sopra, accade quindi che Scaglia avrà quasi sicuramente diritto a dei confortevoli arresti domiciliari. Del resto si tratta solo di due miliardi di euro riciclati in giro per il mondo; mica di qualche multa non pagata o di qualche migliaio di euro non dichiarato da una piccola impresa accerchiata dai debiti e dalle tasse. Ancora una volta, con rabbia e tristezza, si deve dunque constatare che vige sempre la stessa ed ingloriosa regola: più trafughi meno paghi; o no?
Ovviamente, di tutta questa torbida vicenda, tv e giornali non ne parlano (o ne parlano negli angusti spazi delle seconde o terze vetrine). Perchè? Come mai non dovrebbe più interessare a nessuno se un miliardario che è quasi sicuramente complice di un ripetuto riciclo di denaro sporco avrà i domiciliari? Come mai, se Scaglia è sul serio innocente, la sua storia esemplare non viene decantata sulle prime pagine dei giornali? Si spera forse che, l'ennesima truffa miliardaria, passi sotto silenzio? Oppure Scaglia è sul serio totalmente innocente e quindi, nella migliore delle ipotesi, totalmente inadatto a guidare un'azienda che fatturi più di 100.000 all'anno? Domande alle quali è difficile trovare una risposta ma che, i più maliziosi, troveranno magari retoriche.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©