Cronaca / Giudiziaria

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Confermato il sequestro di conti correnti, auto e casa

Caso Fiorito: Cassazione, "Fondata l'accusa di peculato"


Caso Fiorito: Cassazione, 'Fondata l'accusa di peculato'
09/01/2013, 18:41

ROMA - Nella condotta dell'ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, “ricorrono tutti i presupposti o le condizioni di esistenza della fattispecie del peculato”. Lo scrivono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con la quale, il 3 dicembre scorso, confermarono il decreto, emesso dal gip di Roma nell'ottobre 2012, di sequestro preventivo di conti correnti, tre auto e una casa al Circeo nei confronti dell'esponente del Pdl, che sarà processato con rito abbreviato a partire dal 14 febbraio prossimo.  “I poteri di amministrazione finanziaria del Fiorito e la disponibilità giuridica delle somme di denaro pervenute al gruppo Pdl a titolo di contributi” previsti dalla legge, hanno trovato, rileva la Suprema Corte, “esclusiva ed assorbente causa nella qualità di presidente del gruppo consiliare da lui rivestita: è solo per effetto di tale carica che il Fiorito è venuto a trovarsi in possesso (giuridica disponibilità) delle erogazioni regionali, sul cui corretto impiego egli era altresì chiamato a vigilare, ma che, invece, ha ritenuto di fare in gran parte proprie, con criteri di persistente sistematicità per ben due anni e per motivi soltanto privati”. Per gli “ermellini”, è quindi “ben palese che il Fiorito ha potuto disporre, nei modi penalmente rilevanti che gli sono contestati, delle somme di denaro formate dalle contribuzioni regionali pubbliche di pertinenza del suo gruppo soltanto in virtù dell'esercizio della sua pubblica funzione di presidente del gruppo consiliare regionale del Pdl”. La Cassazione, per questi motivi, rigettò il ricorso della difesa di Fiorito contro il decreto del gip: i difensori dell'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio sostenevano invece che al loro assistito non potesse essere contestata l'accusa di peculato, ma, piuttosto, i fatti andavano inquadrati nell'ambito della appropriazione indebita. 

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di Valerio Esca
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