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Non sarebbero intervenuti, o comunque non con efficacia

Caso Franceschi, l’ultima perizia: “Colpa dei medici”

Gli accertamenti inchioderebbero il personale del carcere

Caso Franceschi, l’ultima perizia: “Colpa dei medici”
03/09/2011, 10:09

ROMA – Capire qualcosa in più e soprattutto quali siano state le reali motivazioni che hanno portato alla morte di Daniele Franceschi, avvenuta il 25 agosto 2010 nel carcere di Grasse, dove Daniele era entrato con l’accusa di falsificazione e uso improprio di una carta di credito. La vicenda del giovane viareggino torna nuovamente sotto i riflettori della cronaca. E lo fa alla luce della nuova perizia medica che parla di “gravi responsabilità del personale medico e paramedico”. A quanto pare, infatti, il personale medico del carcere non sarebbe intervenuto, o comunque non lo avrebbe fatto con efficacia, quando il ragazzo trentaseienne diceva di stare male.
L’accertamento è stato compiuto dal medico legale e da un cardiologo il 10 agosto scorso: dalla perizia, spiega l’avvocato Maria Grazia Menozzi, che assiste la mamma di Daniele, “emergerebbero gravi responsabilità dei sanitari, medici e paramedici, in servizio nel carcere”. “Si tratta di una perizia - ha aggiunto - che potrebbe indicare un nesso causale tra quanto accaduto nel carcere e la morte di Daniele che, invece, poteva probabilmente essere salvato, ma non è stato curato”. Dagli atti raccolti, infatti, risulta che quando Franceschi è stato male sarebbero state disattese le richieste di aiuto lanciate anche da parte del detenuto che era in cella con il giovane viareggino e di uno stesso agente di custodia. Questo, qualora dovesse essere confermato, lascerebbe intravedere anche serie responsabilità dell’amministrazione penitenziaria.
Alla luce di quanto emerso, ora la parola spetta al pm francese che sta conducendo gli accertamenti. Le stesse autorità francesi hanno sempre ipotizzato l’infarto come causa del decesso, forse dovuto a farmaci antidolorifici, che però non si sa chi sia stato a prescrivere a Daniele. Ed alcune testimonianze parlano di forti dolori al petto che il giovane lamentava. Un quadro che potrebbe combinarsi adesso con i contenuti della perizia e fare emergere quel “nesso” tra la mancata assistenza e la morte di Franceschi.

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di Antonio Formisano
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