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La ditta chiese spiegazioni ai vigili in 4 arrestati

Caso Giacometti, illegittimo il sequestro dei totem dei vigili


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Caso Giacometti, illegittimo il sequestro dei totem dei vigili
19/05/2010, 14:05

NAPOLI - Hanno passato due giorni in cella prima che il giudice decidesse, su richiesta dei legali, di rinviare il processo a luglio dove - come annunciato oggi in conferenza stampa - provvederanno a dimostrare la loro innocenza e "la falsità della ricostruzione dei fatti fornita dai vigili urbani di Napoli" con i quali hanno avuto un diverbio per la rimozione di un totem pubblicitario. Protagonisti della vicenda quattro componenti, padre figlio e due generi, di una famiglia di pubblicitari intervenuti sul posto, sabato scorso, per chiedere spiegazioni di quella "immotivata iniziativa di rimozione di una struttura regolarmente esposta al pubblico". "Per far valere i propri diritti - racconta Angelo Pisani uno dei legali della famiglia Giacometti - i miei clienti hanno chiamato sul posto anche la Polizia ma anziché avere spiegazioni da parte degli agenti della Municipale hanno solo ottenuto l'arresto con l'accusa di aggressione e lesioni a pubblico ufficiale". Accuse false secondo le ricostruzioni fornite dai fermati e dai loro avvocati. "Ho da sempre denunciato pubblicamente la presenza di abusivi nel nostro settore - spiega il titolare dell'azienda Alfredo Giacometti noto anche per iniziative a sfondo sociale - chiamando in causa l'immobilismo dell'amministrazione comunale sul problema della gestione degli spazi pubblicitari. Forse con le mie iniziative mi sono esposto troppo - conclude Giacometti - ma è paradossale che mentre la mia attività , con la quale do da vivere a più di ottanta famiglie, è sottoposta continuamente ad infruttuose verifiche, la città, sotto gli occhi di tutti, si è trasformata in una grande 'manifestopoli'"

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di Nando Cirella
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