Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Dalla Regione: non abbiamo mai interferito

Caso Marino, il direttore del Sant'Orsola:"Impossibile boicottaggio per ragioni politiche"

Contraddetta in toto la lettura fornita dal Pm

Caso Marino, il direttore del Sant'Orsola:'Impossibile boicottaggio per ragioni politiche'
28/12/2010, 21:12

BOLOGNA - Sergio Venturi, direttore dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna da circa due settimane, definisce "impossibile" l'ipotesi di pressioni politiche che avrebbero agito per "punire" Ignazio Marino a causa della sua candidatura come segretario del Pd in alternativa a Pier Luigi Bersani.
"Personalmente trovo improbabile, se non impossibile, un’interferenza di quel genere" ha affermato infatti Venturi; che poi ha aggiunto:"Non mi è mai capitato che qualcuno mi abbia suggerito il nome di un primario da nominare e sicuramente ci sono regioni in cui questo avviene in modo molto più pesante".

DALLA REGIONE:"NON ABBIAMO INTERFERITO"
Con l'assessore alla Sanità, Carlo Lusenti, anche la Regione Emilia Romagna si dice assolutamente estranea da qualsiasi forma di interferenza politica nell'assegnazione di incarichi e collaborazioni all'interno del noto nosocomio:"Siamo d’accordo con il senatore Marino, un professionista ed un politico al quale va tutta la nostra stima: i partiti devono restare fuori dalla gestione della sanità" ha precisato difatti Lusenti. L'assessore ha quindi assicurato:"Non abbiamo interferito riguardo alla sua vicenda con l’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna e non intendiamo nemmeno in futuro interferire su questioni che riguardano l’organizzazione dei servizi e dei processi di cura, non è il nostro stile". 

UN MISTERO
E dunque può definirsi un vero e proprio mistero il cosiddetto "caso Marino"; con il parere del Pm del tutto differente rispetto a quello degli accusati e alle sensazioni che lo stesso senatore del Pd aveva avuto. Dal Sant'Orsola assicurano che certe logiche partitiche non possono assolutamente condizionare la gestione del personale. L'ex candidato alla segreteria del Partito democratico, però, assicuro che molti suoi colleghi avevano confermato la lettura del giudice. Di certo, data la decisione di archiviare il procedimento penale per abuso d'ufficio a causa dell'evoluzione civilistica del reato contestato, la verità su tale intricata vicenda sarà difficile se non impossibile da scoprire.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©