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La Procura di Roma indaga per omicidio

Caso Marrazzo: la svolta dei pm, Cafasso fu ucciso


Caso Marrazzo: la svolta dei pm, Cafasso fu ucciso
13/01/2010, 12:01


CICERALE (Sa) - La procura di Roma indaga per omicidio volontario per la morte del pusher Gianguerino Cafasso, originario di Cicerale, piccolo comune del Cilento, coinvolto nel caso Marrazzo. L'uomo secondo il Pm, il 12 settembre dello scorso anno in un albergo sulla Salaria, fu assassinato. Cafasso, cocainomane abituale, morì per una dose di droga tagliata con eroina. La decisione di ipotizzare nel fascicolo contro ignoti l'omicidio è stata presa dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli, titolari anche dell'inchiesta sul presunto ricatto all'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, dopo che sono state consegnate le perizie ordinate subito dopo il decesso. Al momento della morte al fianco di Cafasso c'era Jennifer, una trans fidanzata con il pusher che in quella occasione non consumò la sostanza stupefacente. Il primo a sospettare che Gianguerino fosse stato assassinato furono i genitori. Pasquale, 72 anni, padre di Gianguerino, dal piccolo centro agricolo di Cicerale, a 60 chilometri da Salerno, fin da subito chiese ai giudici di far chiarezza sulla morte del figlio. Per l’anziano, Gianguerino era diventato la pedina di un intreccio molto più grande. “I sospetti per noi aumentano ogni giorno di più – dichiarò il genitore, a poche ore dal caso Marrazzo - Non possiamo vivere immaginando che nella morte di Gianguerino sia intervenuta una mano esterna. La mia impressione – continuò Pasquale - è che ora faccia comodo a tanti, a troppi, scaricare addosso a Gianguerino tutte le colpe. Prima ci hanno detto che è morto per cause naturali, poi è spuntata l’overdose. Sta di fatto che noi non abbiamo ancora avuto modo di vedere le cartelle cliniche. Noi vogliamo sapere come è morto nostro figlio. E faremo tutto quello che è in nostro potere per scoprirlo. Mio figlio poteva non essere un santo – confessa l’anziano genitore - ma qui mi sembra si stia tentando di incastrarlo da morto. E’ squallido. E’ impossibile che potesse essere la mente diabolica di questo complotto”. Gianguerino era tornato per l’ultima volta a Cicerale la scorsa estate: “Era tornato in paese poco più di un mese prima che morisse. Era in buona salute, in forma, dimagrito, quando tornai a casa dissi a mia moglie che l’avevo trovato davvero bene e ne fummo felici. Si era trasferito da non molto. Ci aveva detto che faceva il guardiano notturno, in un’azienda in cui lavorava anche la compagna Jessica”.

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di V.R.
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