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Caso Mastrogiovanni: richiesta accusa per omicidio colposo

Cade l'accusa di sequestro di persona

Caso Mastrogiovanni: richiesta accusa per omicidio colposo
03/10/2012, 18:14

Ieri pomeriggio c’è stata la requisitoria del pm Renato Martuscelli durante il processo di primo grado per la morte del Maestro Franco mastrogiovanni.

La vittima passò 84 ore contenuto legato mani e piedi, nell’ospedale San Luca di Valle della Lucania, fino alla notte del 3 agosto 2009 quando, stremato, perse la vita.

Nel suo discorso, durato circa due ore, il pm Martuscelli ha specificato che non ci sono responsabilità in merito al trattamento TSO, richiesto dal Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ma che al contrario emergono forti responsabilità  da parte dei medici e del personale sanitario in servizio la notte del 3 agosto 2009, nel non essersi accorti che le condizioni di salute del Mastrogiovanni andavano sempre peggiorando, come chiaramente visibile dai filmati ripresi dalle telecamere dell’ospedale quella notte. Per questo motivo sono stati condannati i sette medici e i sette infermieri in servizio quella notte, l’ultima di agonia per il maestro. In particolare sono tre gli anni di reclusione per Michele Di Genio, primario del reparto, due anni e sei mesi di reclusione per Americo mazza e Rocco Barone e due anni e sette mesi per Anna Ruberto. In aggiunta a questo è stato contestato agli stessi medici anche il reato di falso in cartella clinica per aver omesso di riportare lo stato di contenzione del paziente. Per questo è stato richiesta la condanna ad un anno e quattro mesi per Di Genio e un anno e due mesi per gli altri medici. Per gli infermieri la condanna richiesta è stata di due anni di reclusione.

Cade invece l’accusa di sequestro di persona perché il paziente era affetto da schizofrenia e quindi era necessario per lui il trattamento TSO. Per cui chi ha lasciato un uomo legato mani e piedi a un letto per oltre 84 ore ha agito nell’esercizio di un diritto medico.

Michele Capano, rappresentante legale del Movimento Robin Hood, ha commentato la requisitoria: “Una buona metà dell'intervento del pm è stata dedicata a spiegare al tribunale quanto fosse cattivo e strano Franco Mastrogiovanni, sembrava quasi che l'obiettivo di questa requisitoria fosse lo stesso maestro cilentano, e non i medici di quel reparto”.

Il processo continuerà il 16 ottobre con l’arringa di Caterina Mastrogiovanni, avvocato dei familiari della vittima. La pronuncia della sentenza è prevista per il 30 ottobre.

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di Claudia Annunziata
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