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Intanto, si è verificato che ci fu lotta con l'assassino

Caso Musy, Repubblica afferma di avere un "testimone segreto"


Caso Musy, Repubblica afferma di avere un 'testimone segreto'
11/04/2012, 09:04

TORINO - La diffusione delle immagini dell'uomo che, indossando un casco integrale, ha sparato al consigliere comunale torinese Alberto Musy, ha generato numerose segnalazioni. Tra queste, il quotidiano Repubblica afferma di averne una fondata, arrivata tramite un avvocato da una persona che intende mantenere l'anonimato e che ha identificato la persona come un uomo che lavora nel campo delle consulenze fallimentari, di cui ha fornito nome e cognome. Se la segnalazione dovesse essere verificata, si avrebbe la conferma che l'omicidio nasce nell'ambiente di lavoro di Musy (che è avvocato) e non dalla sua attività politica.
Intanto, sono stati accertati alcuni dettagli sull'aggressione. In particolare che Musy, quando l'altro ha estratto la pistola, l'ha afferrata ed è iniziata la colluttazione. Infatti, il primo proiettile - a giudicare dai residui di polvere da sparo sul soprabito e dalla traiettoria ottenuta collegando il foro di entrata e di uscita del proiettile - è stato sparato mentre la mano era vicina alla pistola e il braccio destro, che è stato colpito, era teso. Probabilmente a quel punto, l'assassino si è fatto prendere dal panico e ha sparato altri colpi senza mirare e ha solo ferito il consigliere Udc, senza ucciderlo.

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di Antonio Rispoli
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