Cronaca / Nera

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Lunedì torneranno in Basilica

Caso Orlandi: finiti esami cripta Sant'Apollinare

Ispezionati spazi adiancenti per possibili vani segreti

Caso Orlandi: finiti esami cripta Sant'Apollinare
12/09/2012, 18:41

ROMA - Sarebbe stata completata oggi, a quanto si apprende, la seconda fase di verifiche condotte dalla polizia scientifica nella cripta della basilica di Sant'Apollinare a Roma nell'ambito dell'inchiesta sul caso Orlandi. Ma non è escluso - a quanto si apprende - che gli investigatori tornino sul posto già lunedì con l'obiettivo di ispezionare l'edificio della basilica. Tra ieri e oggi, intanto, gli uomini della scientifica avrebbero visionato tutti gli spazi adiacenti, prospicienti e superiori della basilica, alla ricerca di possibili spazi o vani segreti. A riprova dello scrupolo con cui si stanno portando avanti le indagini. E sempre oggi si è recato sul posto il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, uno dei magistrati che conducono l'inchiesta. Questa seconda fase di verifiche in loco era iniziata il 3 settembre scorso. Va detto che tutta l'area della cripta è stata risanata nel 2005, con una serie di lavori per bonificare questi spazi, compromessi dal tempo e dall'umidità. L'attuale disposizione delle sale nei sotterranei, quindi, non è più quella originaria e neppure quella del 1990, quando vi fu sepolto De Pedis, ma ha subito profondi cambiamenti strutturali. Gli accertamenti a Sant'Apollinare erano scattati a maggio, quando è stata rimossa dalla basilica la salma del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, il cui nome si è stato messo in connessione con la complessa vicenda di Emanuela Orlandi, la ragazza, figlia di un cittadino vaticano, scomparsa nel giugno 1983. Contestualmente furono prelevate le ossa presenti nella cripta, la cui presenza era legata all'esistenza in quell'area di un cimitero pre-napoleonico, e inviate a Milano, al Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, per esaminarle, con lo scopo di verificare se tra quei resti potessero esserci quelli della Orlandi. Una parte dei quei reperti - in tutto di tratta di circa 400 cassette - è stato poi inviato anche in laboratori statunitensi. Terminata entro la metà di giugno una prima fase ci verifiche nella cripta, una seconda fase, che ha previsto anche nuovi scavi nella sotto-cripta, è partita appunto il 3 settembre, mentre prosegue l'esame sulle ossa, che in un primo tempo gli inquirenti contavano di chiudere entro fine estate e che si protrarrà invece fino a fine anno. 

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di Valerio Esca
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