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A breve si chiuderanno le indagini sul caso della 15enne

Caso Orlandi, per la procura il Vaticano conosce la verità

La tomba di De Pedis non sarà riaperta

Caso Orlandi, per la procura il Vaticano conosce la verità
02/04/2012, 20:04

ROMA -Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto che indaga sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sembra orientato a  non dare il via all’ispezione del sepolcro di Enrico De Pedis, in quanto ritenuto un atto non necessario ai fini dell'inchiesta che volge al termine. Anche perché ritiene poco credibile la possibilità di trovare altre spoglie mortali oltre quelle del boss della Magliana. Il Vaticano, inoltre, secondo la procura, è a conoscenza di molte cose che potrebbero aiutare le indagini.
Emanuela Orlandi è scomparsa nel 1983 a soli 15 anni, da allora la famiglia cerca una verità che non ancora è emersa e che forse più di qualcuno conosce ma ha deciso che non dovrà mai venire a galla.
Enrico De Pedis è uno dei capi della sanguinosa banda della Magliana le cui spoglie sono sepolte laddove ci sono i resti di prelati e santi ovvero nella Chiesa di Sant’Apollinare a Roma.
Il collegamento tra la scomparsa di Emanuela e De Pedis fu suggerito da una telefonata anonima alla trasmissione «Chi l'ha visto?» nel settembre 2005. La voce , che una perizia del 2010 attribuì  a Carlo Alberto De Tomasi, figlio di «Sergione» legato alla Banda della Magliana, affermò che per capire cosa fosse accaduto alla Orlandi bisognava scoprire chi era sepolto nella cripta della basilica. E nella cripta fu trovato De Pedis, cosa che ha suscitato e continua a suscitare indignazione e curiosità sulla motivazione per la quale la chiesa abbia deciso di far traslare, in gran segreto e di notte, la salma del malvivente dal cimitero del Verano alla basilica grazie al via libera dell'allora arcivescovo vicario di Roma, Ugo Poletti. Decisione che lascia l’amaro in bocca nei credenti. L’ultima notizia certa di Emanuela, inoltre, passa proprio per la basilica dove la ragazza si era recata per studiare flauto come di consueto.
Mancano pochi mesi ancora e la procura di Roma dovrà tirare le somme su questa storia che presenta molti lati oscuri e reticenza da parte del Vaticano. La procura dovrà dire se chiudere gli accertamenti con una richiesta di archiviazione per gli indagati o se depositare gli atti, anche se le indagini condotte dal procuratore aggiunto Capaldo sono ancora a livello indiziario e per un’accusa in dibattimento è un po’ poco. Per un certo tempo le affermazioni di Sabrina Minardi, che nel 1983 era la donna di Enrico De Pedis, sembravano aver conferito nuovo vigore alle indagini poi, le stesse, si sono rivelate a tratti contraddittorie e comunque non hanno portato a nessuna soluzione del caso.

 

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di Simona Buonaura
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