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Il Vicariato dice sì per favorire le indagini

Caso Orlandi, si riapre tomba del boss De Pedis


Caso Orlandi, si riapre tomba del boss De Pedis
04/07/2010, 17:07

ROMA – Potrebbe essere ispezionata la tomba del boss Renatino De Pedis, ritenuto coinvolto nell’omicidio di Emanuela Orlandi. La salma si trova nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma, e il Vicariato ha già dato il suo nulla osta a procedere. Allo stesso modo, la Chiesa approva l’eventuale translazione della salma del boss in un’altra sede.
Tutto questo per favorire le indagini su uno dei sequestri più misteriosi della storia. Emanuela Orlandi fu rapita nel 1983 ma il suo corpo non è mai stato ritrovato. Sulla sua sparizione sta indagando da tempo al procura, che di recente ha anche ascoltato un super testimone,  un certo "Mario", ritenuto il telefonista del sequestro. Proprio quest’ultimo avrebbe fornito agli inquirenti notizie sui motivi della sepoltura di Enrico De Pedis, nella chiesa di Sant'Apollinare, a due passi da piazza Navona. 'Renatino' fu ucciso in un regolamento di conti il 2 febbraio del 1990 in via del Pellegrino, nei pressi di Campo dé Fiori. Secondo gli inquirenti romani, il sequestro di Emanuela Orlandi sarebbe stato organizzato e gestito da De Pedis con suoi uomini di fiducia non appartenenti alla banda che insanguinò Roma tra gli anni Settanta o Ottanta.
Nel registro degli indagati, al momento, sono tre le persone iscritte : Sergio Virtù, 49 anni, autista di fiducia di De Pedis, Angelo Cassani, 49, detto 'Ciletto' e Gianfranco Cerboni, 47, detto 'Gigetto'. Ai tre gli inquirenti sono arrivati grazie alla testimonianza di una donna, Sabrina Minardi, che per un periodo fu legata sentimentalmente a "Renatino".

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di Ornella d'Anna
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