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Viale Mazzini prenderà dei provvedimenti disciplinari

Caso Rai-Agcom: il cda chiede gli atti alla Procura di Trani


Caso Rai-Agcom: il cda chiede gli atti alla Procura di Trani
24/03/2010, 20:03

ROMA – Il Consiglio d’Amministrazione della Rai ha aperto un’indagine interna nei confronti del direttore generale Mauro Masi e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini.  Il Cda della Rai chiederà alla procura di Trani gli atti dell'inchiesta sulla vicenda che ha coinvolto l'Agcom e Viale Mazzini: in base all'analisi delle carte, si valuteranno i provvedimenti da intraprendere.
 Durante la seduta ha preso la parola Masi e in un intervento durato oltre un'ora ha ribadito che andrà avanti. «Per me contano gli atti e i fatti aziendali - ha spiegato -. Mi sono sempre comportato nel pieno rispetto delle regole. Ho mandato in onda tutte le trasmissioni cercando soltanto di garantire la loro conformità alle normative vigenti. Ho sempre cercato di garantire il massimo del pluralismo e dell'equilibrio nell'informazione - ha detto ancora il dg Rai - e nominando in un'ottica di rinnovamento personaggi come Minzolini, Orfeo, Berlinguer, Maccari, De Paoli, Preziosi». Masi ha ottenuto fiducia e sostegno da parte della maggioranza del Cda.

 Ma è subito polemica, con il consigliere Nino Rizzo Nervo che prende le distanze dalla decisione, emersa dal Cda, di non avviare subito un'istruttoria sulla vicenda Rai-Agcom, scelta che a suo giudizio lascia «sbigottiti e sconcertati». «A differenza di quanto è avvenuto al Csm e all'Agcom - sottolinea - le intercettazioni pubblicate in questi giorni sui quotidiani non sono state ritenute sufficienti dal Consiglio di amministrazione della Rai per avviare un'istruttoria da affidare all'internal auditing. Tranne il consigliere Giorgio Van Straten e il sottoscritto, che hanno riconfermato anche l'opportunità di un passo indietro da parte del direttore generale, tutti gli altri, compreso il presidente, sono stati invece d'accordo nel limitarsi a richiedere alla procura di Trani gli originali delle intercettazioni per poi eventualmente decidere come affrontare il caso. Sembra incredibile ma la decisione è stata proprio questa». «Di fronte a una vicenda che ha riempito le cronache dei giornali e ha ferito l'immagine del servizio pubblico sollevando dubbi sull'indipendenza e l'autonomia del direttore generale - conclude Rizzo Nervo - non è stata tenuta in alcun conto la prassi aziendale in casi simili, cioè di aprire con tempestività un'indagine interna, e si è deciso in sostanza di prender tempo».

 

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di Mario Aurilia
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