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L’ordine arriva dalla Procura di Teramo

Caso Rea, accertamenti sui beni di Parolisi

Per i giudici possibile movente in problemi economici

Caso Rea, accertamenti sui beni di Parolisi
24/08/2011, 18:08

 

TERAMO - Prosegue l’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea, la 29enne assassinata con 32 coltellate lo scorso aprile in un boschetto di Ripe di Civitella del Tronto a Teramo. I riflettori continuano ad essere puntati tutti sul marito della giovane mamma di Somma Vesuviana, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi ed unico accusato dell’omicidio. Così, dopo che il tribunale del riesame dell’Aquila ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali, ora la Procura di Teramo ha disposto anche accertamenti sui suoi beni patrimoniali.

La situazione economica di Parolisi, a sentire i giudici, potrebbe offrire spunti interessanti alle indagini, anche alla luce di quanto contenuto nelle intercettazioni e nelle comunicazioni via Facebook tra l’uomo e l'amante Ludovica. Più volte, infatti, il caporalmaggiore cercava di giustificare il fatto di non avere ancora deciso di separarsi per i problemi legati agli alimenti da dare a Melania.

Insomma, per i giudici non va trascurato il fatto che in un contesto come quello di Parolisi, con uno stipendio da sottufficiale dell'esercito, la separazione dalla moglie casalinga senza attività lavorativa e con una figlia piccola da mantenere, avrebbe comportato per l’imputato una situazione economica difficile. “Non si vuole certo affermare che la prospettiva di versare un assegno di mantenimento alla moglie costituisca da solo un valido incentivo all'uxoricidio –spiegano bene i giudici -  si vuole solo rilevare come anche tale prospettiva abbia influito nell'acuire lo stato di tensione interna dil Parolisi, che sarebbe poi deflagrato nell'episodio delittuoso poi dallo stesso posto in essere, trovandosi in una situazione in cui non intravedeva una razionale via di uscita”.

E nell’inchiesta nulla viene lasciato al caso. Martedì per oltre sei ore sono stati ascoltati dagli inquirenti ancora una volta Gennaro e Michele Rea, padre e fratello di Melania, un cugino e uno zio. Gli investigatori si sarebbero focalizzati su alcuni particolari del comportamento di Parolisi (per esempio si chiudeva in bagno con il computer), alcuni già emersi dalle indagini e ora rivisti da altra prospettiva, e altri inediti.

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di Rossella Marino
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