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Non c'è accordo del Pm nè la firma del funzionario

Caso Ruby: aumentano i dubbi sui documenti della Questura


Caso Ruby: aumentano i dubbi sui documenti della Questura
01/11/2010, 10:11

MILANO - Sulla vicenda Ruby, aumentano le crepe nella storia, che possono configurare estremi di reato anche a carico di esponenti della Questura. Innanzitutto il Pubblico Ministero della Procura dei minori, che era in servizio quella sera, Annamaria Fiorillo, non ci sta ad essere accusata di un così grave errore. Perchè è chiaro: come si fa ad affidare una ragazza a chicchessia senza un minimo di istruttoria, sia pure con la garanzia telefonica del Presidente del Consiglio? La procedura normale, dato che Karima Heyek, alias Ruby Rubacuori, era minorenne, prevedeva il fotosegnalamento e poi l'affidamento ad una comunità; ove non ci fosse stato posto (ma i responsabili della comunità a cui solitamente la Questura si rivolge hanno dichiarato che il posto c'era ma nessuno li ha interpellati), la ragazza sarebbe dovuta rimanere in Questura almeno una notte. Naturalmente questo parte dal presupposto, che non si verifica mai, che i poliziotti l'abbiano creduta sulla parola, qualndo lei diceva di essere minorenne. Infatti bisogna ricordare che Ruby non aveva documenti e fisicamente non c'è differenza tra una diciassettenne ed una minorenne. Il passo preliminare sarebbe dovuto essere l'accertamento dell'età con un esame medico: una radiografia del braccio, da fare in ospedale, per esaminare il cosiddetto disco epifisario sito nel polso. In base al rapporto tra la quantità di ossa e di cartilagine presenti, si può stabilire l'età di una persona, se è sotto i 20 anni.
Al di là di questo, rimangono molti dubbi sui documenti della Questura. Innanzitutto perchè il Pm Fiorillo ha negato di aver dato il suo assenso alla soluzione di affidare Ruby al consigliere regionale lombardo ed igienista del premier, Nicole Minetti. La quale - è bene ricordarlo - ha scaricato la ragazza presso la sua amica brasiliana, con la quale poi Karima ebbe un litigio che le procurò lesioni che l'ospedale valutò in due giorni di prognosi. Inoltre il fotosegnalamento non fu mai completato nè si è aperto il fascicolo ai suoi danni per furto, come da denuncia regolarmente presentata.
Quindi le cose che sono scritte nel verbale della Polizia di quella sera e che stonano con la realtà sono tante. SI tratta di vedere adesso che succederà. Il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in una intervista, ha già detto che le carte sono in regola e tanto basta. Ma magari, se oltre ad essere in regola fossero anche vere, non sarebbe male.

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di Antonio Rispoli
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