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Oggi i legali di Berlusconi depositano le indagini difensive

Caso Ruby: il Pdl fa una legge contro i magistrati

I Pm dovrebbero pagare 100 euro agli intercettati

Caso Ruby: il Pdl fa una legge contro i magistrati
24/01/2011, 15:01

ROMA - Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l'aveva detto nell'ultimo videomessaggio: i Pm che indagavano su di lui andavano puniti. E infatti in Parlamento già è stata depositata - sin dallo scorso 28 ottobre, due giorni dopo l'esplosione del caso Ruby - una proposta di legge destinata a colpire i magistrati che dispongono intercettazioni. Innanzitutto, viene fatto divieto di disporre intercettazioni al di fuori della zona di competenza territoriale del singolo magistrato. Chi viola questo precetto, può subire sanzioni disciplinariu direttamente dal Ministero di Grazia e Giustizia, senza passare per l'organo costituzionalmente deputato che è il CSM. Inoltre è previsto che ciascun imputato assolto nei processi in cui ci sono interettazioni telefoniche e ciascun testimone che compare nelle suddette intercettazioni può chiedere un risarcimento fino a 100 mila euro al Pm che ha disposto le intercettazioni stesse. Risarcimento che il magistrato, se condannato con sentenza di "responsabilità contabile" dalla Corte dei Conti, dovrà pagare di tasca propria. Infine, la solita norma retroattiva, a dimostrazione che è una legge ad hoc: le norme si applicano a tutte le indagini iniziate nei 5 anni antecedenti alla legge. In questa maniera verrebbero comprese tutte le indagini a cominciare dalle intercettazioni fatte quando Berlusconi telefonava a Saccà - direttore di Raifiction - per ordinargli di far lavorare cinque ragazze da lui nominate o di quelle delle telefonate fatte al dg della Rai Mauro Masi e a Giancarlo Innocenzi dell'Agcom, per bloccare la trasmissione Annozero.
Intanto oggi gli avvocati del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo sono andati alla Procura di Milano a depositare gli interrogatori difensivi fatti a novembre, ben prima che Berlusconi venisse iscritto nel registro degli indagati. Si tratta di testimonianze di varie ragazze, abituali frequentatrici dei festini del premier, che asseriscono che non succedeva nulla di strano.
Oggi è stata interrogata dalla Procura anche Nadia Macrì, l'escort che già ha reso dichiarazioni in proposito. I magistrati vogliono approfondire le dichiarazioni già rese, in quanto ci sono alcuni punti ancora ambigui e si cercano riscontri precisi.

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di Antonio Rispoli
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