Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

“Consegnata la lettere di dimissioni, attendo eventi”

Caso Sallusti, “Dopo dichiarazioni Farina forse revisione processo”


Caso Sallusti, “Dopo dichiarazioni Farina forse revisione processo”
27/09/2012, 20:00

Roberto Farina ha ammesso di essere lui l’autore dell’articolo che ha portato il direttore di Il giornale, Alessandro Sallusti, a scontare una pena di 14 mesi di carcere domiciliare. In realtà, questa notizia era già stata riferita ieri da Vittorio Feltri, durante la puntata di Porta a Porta. “La più grande delusione umana della mia vita”, così Feltri aveva definito ieri Roberto Farina che, stamattina, ha chiesto “umilmente scusa” assumendosi tutte le “responsabilità morali e giuridiche” del caso, avanzando inoltre la richiesta di revisione del processo che a questo punto si configura come una possibilità percorribile. Farina ha dichiarato di non averlo ammesso prima, nella speranza del ritiro della querela e temendo di arrecare danno a Sallusti, che si era assunto la responsabilità dell’articolo davanti all’Ordine dei Giornalisti. “Se Sallusti conferma la sua intenzione di rendere esecutiva la sentenza e di non chiedere misure alternative - ha dichiarato Farina alla Camera - accadrà un duplice abominio. Il primo è che sarebbe sancito con il carcere un puro incidente senza dolo tipico della professione giornalistica, un delitto d’opinione. Il secondo è che finirebbe in prigione per un errore giudiziario conclamato.
Infatti - ha rivelato Farina - so bene che non ha scritto lui il testo che gli è stato attribuito, a firma Dreyfus. Quel testo l’ho scritto io e me ne assumo la piena responsabilità morale e giuridica”. 
“Chiedo umilmente scusa alla persona offesa, il magistrato dottor Cocilovo, perché le notizie riferite, su cui si basa quel commento, sono sbagliate - ha proseguito il deputato - Il dottor Cocilovo non aveva obbligato alcuna ragazza ad abortire - come ha riferito l’articolo di cronaca su cui ho impostato la mia opinione - l’ha autorizzata, fatto che per me resta gravissimo, ma di certo non è la stessa cosa. Chiedo quindi scusa”. “Sulla base di questa mia testimonianza, chiedo umilmente per Sallusti la grazia del Capo dello Stato che, in quanto grazia, è come la pioggia che benefica anche chi non lo chiede e, dunque, può bagnare anche la testa caparbia di Sallusti, oppure chiedo si dia spazio alla revisione del processo”.
Farina sostiene di non aver rivelato prima di aver scritto lui l’articolo perché non era a conoscenza del processo e della condanna  che dovrà scontare Sallusti: “Ho domandato, allora, se la mia testimonianza, con cui mi fossi attribuito l’articolo, avrebbe potuto essere utile a qualcuno o a qualcosa. Mi è stato detto di “no”; la Cassazione non valuta il merito, già stabilito, ma la forma, giudica la congruità del diritto. Per me, però, una questione decisiva è stata piuttosto un’altra. L’ordine dei giornalisti nel gennaio 2006 svolse un’indagine per scoprire chi si celasse dietro la firma Dreyfus. Sospettava fossi io. Se avesse accertato questa identità, mi avrebbe impedito di esprimere la mia opinione e avrebbe sanzionato il direttore che me lo consentiva. Sallusti sostenne che Dreyfus era un nome collettivo, come Elefantino per il quotidiano Il Foglio. Egli fece questo per amore della mia libertà e della mia persona, tutto per consentirmi libertà di opinione, di pensiero e di scrittura in cui vedeva coincidere la mia passione per la vita”.
“Ho così confidato fino all’ultimo nella remissione della querela da parte del magistrato, fino all’ultimo istante - ha concluso Farina - Non è accaduto. Sallusti intende affermare, costi quello che costi, un principio. Ora spero che quanto detto possa contribuire ad impedire un obbrobrio, consentendogli però di affermare questo principio. Una sentenza emessa in nome del popolo italiano non può basarsi su un falso storico e, quando accade, questa sentenza va corretta. Sallusti non ha scritto quell’articolo. Se qualcuno deve pagare per questo, sono io”. 
Inoltre, il presidente Napolitano e il ministro della Giustizia Severino hanno convenuto sulla esigenza di modifiche normative in materia di diffamazione a mezzo stampa, tenendo conto delle indicazioni della Corte europea di Strasburgo, non escludendo possibili ricadute concrete sul caso Sallusti.
"Il carcere - ha detto a proposito il Guardasigilli - deve essere sempre un'extrema ratio: se ci sono possibilità alternative vanno percorse”.

AGGIORNAMENTO ORE 20:00

Secondo uno dei legali di Sallusti, ormai ex direttore del quotidiano Il Giornale, il fatto che Renato Farina abbia ammesso di essere lui l’autore dell’articolo “incriminato” potrebbe portare a una revisione del processo concluso con la condanna da parte della Cassazione a 14 mesi di reclusione per Alessandro Sallusti. "L'ammissione di Farina potrebbe rappresentare una nuova prova per chiedere la revisione - dice Lo Giudice, legale di Sallusti - ma un'eventuale richiesta in tal senso necessiterebbe del consenso di Sallusti, che in questo momento non c'e'". L'avvocato conferma anche che, almeno per ora, Sallusti "non ha intenzione di chiedere misure alternative al carcere". "Consegnata lettera dimissioni da direttore. Attendo eventi" scrive intanto su Twitter Sallusti. "Mi sto battendo perché chi invece mi insulta possa continuare a farlo in libertà".

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©