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Discussione sulla presunta deviazione del proiettile fatale

Caso Sandri, perizie contrastanti


Caso Sandri, perizie contrastanti
23/04/2009, 17:04

Ad Arezzo, Corte d'Assise,  è il giorno delle perizie. Al processo contro l’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, accusato di omicidio volontario per la morte del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri.
I periti hanno discusso sulla traiettoria del proiettile che ha raggiunto mortalmente Sandri. Secondo quanto sostenuto dal professor Domenico Compagnini, consulente del pm insieme al professor Paolo Russo e al chimico Ingo Gabriel Maria, gli esami sul proiettile hanno dato esiti compatibili con la ricostruzione. Una ricostruzione secondo cui il colpo esploso è stato deviato dalla rete metallica che divide l'area di servizio dalla sede autostradale.

“La deviazione è dimostrata - ha detto Compagnini – perché sul proiettile ci sono due deformazioni: una dovuta all'impatto con il vetro dell'auto su cui viaggiava Sandri, l'altra compatibile con la forma del filo della rete metallica". Dinamica confermata dal chimico, che ha spiegato di aver trovato "sulla rete tracce compatibili con l'ogiva".

Ma il consulente balistico della famiglia Sandri si oppone al quadro delineato dai consulenti dei pm. “Nel vetro dell'auto su cui viaggiava Sandri il proiettile è entrato dritto, non c'è stata alcuna deviazione”. Così Vero Vagnozzi. Sulla deformazione trovata sul proiettile, che i periti del pm attribuiscono all'impatto con la rete metallica dell'autostrada “l’mpatto con il filo di ferro avrebbe dovuto provocare uno strusciamento, non un incavo”, ha aggiunto.
 

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di Redazione
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