Cronaca / Sangue

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Sospettati di concorso in soppressione di cadavere

Caso Scazzi: arrestati il fratello e il cognato di Michele Misseri

Non potranno vedere l'avvocato per le prossime 48 ore

Caso Scazzi: arrestati il fratello e il cognato di Michele Misseri
23/02/2011, 09:02

TARANTO - Nuova svolta nelle indagini sulla morta di Sara Scazzi, la quindicenne di Avetrana, in provincia di Taranto uccisa il 26 agosto scorso. Questa mattina all'alba sono stati arrestati Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote di Michele Misseri, zio di Sara Scazzi e sospettato dell'omicidio della nipote. I due sono accusati di concorso in soppressione di cadavere; cioè hanno collaborato con Misseri nel nascondere il cadavere di Sara, dopo l'omicidio. Come misura aggiuntiva, ai due è stato proibito di parlare con l'avvocato o con i parenti fino all'interrogatorio di garanzia, che per legge va fatto entro 48 ore dall'arresto. Si tratta di una misura che si usa quando si teme che il colloquio con altre persone possa inquinare le prove.
Contro i due, ci sarebbero alcune telefonate di Misseri; sono insolite perchè Michele molto raramente chiamava i parenti. La telefonata a Carmine è delle 15.08, cioè subito dopo l'omicidio della ragazza. Secondo l'interrogatorio di quest'ultimo, Michele gli avrebbe detto che Sara non si trovava; secondo l'interrogatorio del presunto omicida, gli aveva detto che aveva litigato con la moglie e per questo andava via. Ma non c'era stato alcun litigio quel giorno. Allora, di cosa hanno parlato quel giorno?
La telefonata a Cosimo, invece, è stata fatta alle 18.28, quattro ore dopo la morte della giovane. Secondo le dichiarazioni di Misseri, avrebbe chiesto al nipote se aveva visto passare una macchina sospetta con a bordo la nipote, ottenendo una risposta negativa. Il punto è: perchè il nipote doveva pensare ad una auto sospetta con la nipote dentro? In quel momento nessuno era stato ancora allertato per la scomparsa di Sara e solo i colpevoli dell'omicidio sapevano che lei non era più rintracciabile.

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di Antonio Rispoli
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