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“Ad Avetrana mancano gli indizi su Cosima e Sabrina”

Caso Scazzi: la Cassazione critica il lavoro dei pm

“Impianto accusatorio che fa acqua da tutte le parti”

Caso Scazzi: la Cassazione critica il lavoro dei pm
11/10/2011, 10:10

TARANTO – Sull’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto del 2010, si apre un nuovo capitolo: la Corte di Cassazione critica il lavoro svolto dai pm e soprattutto fa notare che non ci sono gravi indizi contro Cosima Serrano e Sabrina Misseri, attualmente in carcere per l’uccisione della ragazzina.
Prima di entrare nel merito della mancanza dei gravi indizi, i giudici della Cassazione hanno bacchettato la procura di Taranto, avvertendo i pm che tenere in piedi due ordinanze di custodia cautelare (con due versioni alternative riguardanti lo stesso delitto: prima Sabrina in concorso con il padre e poi con la madre) crea un problema “di tenuta logica” e contrasta con uno dei principi cardini del nostro ordinamento processuale.
Per quanto riguarda Cosima e Sabrina, invece, secondo i giudici della Cassazione gli indizi raccolti sono “insussistenti” per quanto riguarda la parte relativa ai “reati di omicidio volontario e sequestro di persona”; permane invece l’accusa di concorso in soppressione di cadavere. Questo vuol dire che mentre è stato accuratamente ricostruito che cosa madre e figlia fecero nelle ore precedenti il delitto, manca invece ogni riferimento a quanto accaduto tra le 14:00 e le 14:42 del quel 26 agosto, lasso di tempo fondamentale, perché in esso si colloca la consumazione dell’omicidio.
La Cassazione, poi, dà ragione alla difesa anche per quanto riguarda “l’omessa valutazione critica”, sempre da parte dei giudici di merito, delle “diverse dichiarazioni rese da Michele Misseri” nell’ambito degli interrogatori e delle lettere che ha scritto. E una ulteriore bacchettata ai giudici di merito, arriva per non aver preso in considerazione le perizie della difesa sui tabulati telefonici. In sostanza quel che rimane in piedi, delle ordinanze di merito, sono gli indizi che sostengono l’accusa di soppressione di cadavere e che, al momento, sembrano le uniche a sorreggere la custodia in carcere di Sabrina e Cosima.

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di Antonio Formisano
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