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Tra tre giorni inizierà il processo

Caso Scazzi, Michele Misseri scrive alla moglie Cosima


Caso Scazzi, Michele Misseri scrive alla moglie Cosima
26/08/2011, 18:08

AVETRANA - “Cara Minima, come stai?”. E’ preoccupato Michele Misseri per lo stato di salute di sua moglie Cosima (in prigione assieme alla figlia, Sabrina con l’accusa di aver ucciso e omesso il cadavere della nipotina Sarah Scazzi) e non può che iniziare con questa domanda la lettera che decide di inviarle, proprio a tre giorni dall'inizio del processo per l’omicidio della 15enne di Avetrana.

Ma non solo preoccupazione. Il dolore di Michele è anche per la convinzione di essere lui la causa di quanto la moglie sta soffrendo: “So quanto è duro stare in quel posto. Ti chiedo scusa  - scrive - per quello che ti ho causato. Era meglio che non ti incontravo, che non ti conoscevo. Così non mi sposavi e non vivevi una vita insieme a un mostro”.

Continua, dunque, a saltar fuori la strana personalità di zio Michele. Quell’uomo che ha sempre dato versioni contrastanti, diverse sull’assassinio della povera Sarah.

Il 29 agosto si terrà la prima udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Taranto, Pompeo Carrieri. A rischiare il processo sono ora 13 persone, accusate di false informazioni al pubblico ministero. La lista degli imputati comprende i protagonisti della vicenda: Michele Misseri, la moglie Cosima Serrano, la figlia Sabrina; poi ci sono alcuni parenti (il fratello e il nipote dell'agricoltore, Carmine Misseri e Cosimo Cosma). Nell’elenco ci sono i nomi anche di ben quattro avvocati. E ancora: famigliari o conoscenti di Giovanni Buccolieri, un fioraio che ha dapprima riferito agli inquirenti di aver visto Cosima il giorno dell'uccisione di Sarah costringere la ragazzina a salire in auto, ritrattando però tutto due giorni dopo dicendo che quello raccontato agli investigatori era un sogno.

Ecco, dunque, che sta per aprirsi un nuovo capitolo di una storia che ha attirato l’attenzione dell’Italia intera. Sarah, finalmente potrà avere giustizia.

 

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di Rossella Marino
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