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Ci si attende comunque l'archiviazione del processo penale

Caso Strauss-Khan, nuovo referto medico:"Diallo venne stuprata"

La difesa:"Pubblicazione fuorviante e fraudolente"

Caso Strauss-Khan, nuovo referto medico:'Diallo venne stuprata'
17/08/2011, 21:08

MANATTHAN - Sembra non voler trovare un epilogo definitivo la poco convincente inchiesta che ha coinvolto l'oramai ex presidente del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn. Stando agli ultimi sviluppi dell'indagine, infatti, la cameriera dell'Hotel Sofitel di New York che accusò di stupro il potente economista francese, sarebbe riuscita a dimostrare di aver effettivamente subito le violenze.
A confermarlo, sarebbe una perizia medico-legale effettuata sul corpo di Nafissatao Diallo pochi giorni dopo la denuncia presentata alle autorità. A dare la notizia è la rivista francese "Express" che, nell'articolo di riferimento, scrive chiaramente:"Le cause delle lesioni sono aggressione e stupro". Strauss-Khan si è però sempre dichiarato innocente e, attraverso i suoi legali, ha criticato aspramente la pubblicazione del referto; definendola "fuorviante e fraudolenta". Per gli avvocati del presunto stupratore, infatti, "niente di quello che accadde tra Dominique Strauss-Kahn e Nafissatou Diallo è stato non volontario".
E in effetti, nonostante l'ultimo colpo di scena, il processo penale per l'accusa di aggressione sessuale aggravata di primo grado, con molta probabilità sarà archiviato. Motivo? Come riportato praticamente da tutta la stampa americana ed internazionale, gli inquirenti hanno appurato che la Diallo, durante gli interrogatori, ha mentito su diversi dettagli e circostanze chiave della vicenda. Per questo, la sua testimonianza, resta comunque molto poco credibile anche a seguito del nuovo referto medico-legale. Del resto, come ancora pochi sanno, in particolar modo in paesi come gli States, sono numerosi i casi di donne che denunciano  per presunte violenze ex mariti facoltosi o benestanti compagni occasionali. Il movente è semplice da intuire: cercare di spillare più danaro possibile agli ex concubini.
A tal proposito, uno dei casi più eclatanti e sconvolgenti, è quello dell'italiano Carlo Parlanti; da 7 anni in carcere per accuse che definire strumentali, poco o per nulla dimostrate e frutto del ricatto sarebbe riduttivo. Una vita devastata a causa dei "capricci" di una donna evidentemente disturbata e di un sistema di giustizia che, almeno in questo caso, ha palesato tutte le sue madornali contraddizioni.

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di Germano Milite
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