Cronaca / Giudiziaria

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Ghedini: "Decisione politica, avevano chiesto archiviazione"

Caso Unipol: la Procura chiede condanna ad un anno per Berlusconi


Caso Unipol: la Procura chiede condanna ad un anno per Berlusconi
20/12/2012, 18:01

MILANO - La Procura di Milano ha chiesto la condanna per Silvio Berlusconi a 1 anno di reclusione per la vicenda della telefonata di Piero Fassino indebitamente ricevuta e pubblicata sul Giornale a Natale del 2005. La richiesta è giunta al termine del processo abbreviato, chiesto dai legali dell'imputato: si tratta di un processo dove l'imputato accetta di essere giudicato sulla base delle carte contenute nel fascicolo del Pm (quindi senza snetire nuovamente tutti i testimoni già ascoltatio in fase di indagine); in cambio, in caso di condanna, la pena gli viene scontata di un terzo. 
La vicenda risale al 2005, appunto, quando l'allora numero 1 di Unipol Giovanni Consorte venne intercettato mentre riceveva una telefonata dall'allora segretario dei Ds Piero Fassino, in cui lo aggiornava sui progressi relativi alla scalata che l'Unipol stava tentando alla Bnl (è rimasta famosa la frase di Fassino: "Allora, abbiamo una banca?"). Quella telefonata, dio cui venne decisa l'inutilizzabilità in quanto riguardava un parlamentare, non venne neanche trascritta e se ne chiese al Gip la distruzione. Ma Roberto Raffaelli, titolare della società che forniva i macchinari per le intercettazioni, tramite Fabrizio Favata, contattò Berlusconi e la vigilia di Natale andò ad Arcore e gli fece ascoltare il file audio della telefonata. Secondo la difesa però Silvio Berlusconi non ascoltò nulla, perchè stava sonnecchiando su una poltrona; ad ascoltare la registrazuione e poi decidere la pubblicazione fu solo il fratello Paolo. Ma l'accusa è stata di parere diverso e ha chiesto la condanna di Berlusconi per ricettazione ad un anno di reclusione; mentre per Paolo ha chiesto 3 anni e 3 mesi di reclusione, accusandolo, oltre che di ricettazione, di concorso in violazione di segreto d'ufficio. 
La richiesta ha scatenato la rabbia dell'avvocato Ghedini, che ha diffuso un durissimo comunicato: "La procura di Milano ha improvvisamente mutato opinione e in piena campagna elettorale dopo aver chiesto l'archiviazione per il presidente Berlusconi, ne ha chiesto la condanna. Tale richiesta è ancora più incredibile ove si pensi che colui che aveva la disponibilità della conversazione ha ribadito che il presidente Berlusconi non l'ha neppure ascoltata, così come tutti hanno confermato la sua totale estraneità alla pubblicazione. E' a dir poco assurdo che si chieda una condanna, quando sono anni che vengono pubblicate sue intercettazioni e verbali di interrogatori, coperti dal segreto di indagine, nel più totale disinteresse della magistratura. Tutti questi accadimenti sembrano davvero al di fuori dall'ordinario e sono comunque destinati ad incidere pesantemente sul risultato elettorale". 
Peccato che l'avvocato Ghedini dimentichi un particolare: gli stralci delle intercettazioni vengono pubblicate dagli altri giornali dopo il deposito, cioè dopo che l'imputato ne ha preso conoscenza; il che è lecito. Ma questa era una intercettazione non depositata e che quindi non poteva essere pubblicata. Un po' come le intercettazionid elle telefonate di Napolitano a Mancini, del quale possiamo immaginare il contenuto, ma che nessun giornale ha pubblicato.  

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di Antonio Rispoli
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