Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Nessuna svolta nell'inchiesta sulla morte della trecicenne

Caso Yara, in Questura il mitomane 'Mario'

Il suo racconto è confuso

Caso Yara, in Questura il mitomane 'Mario'
10/08/2013, 13:46

BERGAMO – E' un mitomane l'uomo che sosteneva di sapere qualcosa sul caso Yara. Fermato a Bergamo, 'Mario' (il suo nome in realtà è un altro), è un sessantenne di origine meridionale, ex collaboratore di giustizia: questa mattina si è recato alla redazione de 'L'Eco di Bergamo', dicendo di voler fornire la sua versione, ma è stato intercettato dalla polizia e trasportato in Questura.
Gli inquirenti stanno ascoltando il suo racconto: nulla che abbia a che vedere con una svolta sul caso di Yara. Ai giornalisti della redazione de 'L'Eco di Bergamo' stamani ha riferito di essere lui l'autore degli scritti trovati all'ospedale di Rho (quello sul registro e la lettera inviata al cappellano) e delle due telefonate, di martedì e giovedì, al centralino della struttura.
'Mario' ha inoltre precisato di essere stato frainteso. Voleva solo attirare l'attenzione su un fatto a lui noto e che poteva essere un collegamento con il caso in oggetto, senza mai voler far capire che fosse lui l'assassino della tredicenne.
Lasciato Palazzo Rezzara, sede del giornale, ha raggiunto una cabina telefonica situata proprio di fronte e, attorno a mezzogiorno, è stato bloccato dalla polizia: si è infatti poi saputo che le telefonate all'ospedale erano partite proprio da quella cabina, per questo tenuta sotto controllo, dalla polizia di Bergamo.
Il suo racconto risulta molto confuso ma comunque non rappresenterebbe alcuna svolta nell'inchiesta sulla morte di Yara.

Commenta Stampa
di Francesca Galasso
Riproduzione riservata ©