Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Verso la scarcerazione di Mohammed Firki

Caso Yara:frase mal tradotta salva il marocchino


Caso Yara:frase mal tradotta salva il marocchino
06/12/2010, 20:12

Le ricerche nell'invaso pieno d'acqua nei pressi del cantiere edile del centro commerciale in costruzione alla periferia con Mapello, dove si stava cercando qualche indizio che potesse riportare a Yara sono state sospese. Gli inquirenti hanno infatti stabilito che deve essere completamente svuotato e i vigili e quando si e' fatto buio, hanno dovuto sospendere per problemi tecnici. Il drenaggio riprenderà domani mattina. La zona dove si trova l'invaso, e sulla quale dovrebbe sorgere il parcheggio all'aperto del centro commerciale, era già stata controllata nei giorni scorsi. Ma evidentemente gli investigatori hanno deciso di procedere ad un sopralluogo ancora più accurato svuotando quindi completamente l'acqua per verificare che sul fondo non ci sia il corpo della ragazza scomparsa. Secondo l'accusa il fermo messo in atto sabato sera, quando e' stata bloccata una nave diretta in Marocco, e' legittimo, perche' vi erano elementi tali da fare ritenere che il ventiduenne stesse fuggendo. Dopo averlo ascoltato, pero', la stessa accusa si sarebbe ricreduta nel modo in cui il giovane muratore ha fornito una versione senza sbavature. Il marocchino ha detto di avere gia' acquistato in precedenza il biglietto per il viaggio in Marocco, inoltre ha spiegato l'intercettazione in cui si rivolge ad Allah dicendo che era una sorta di imprecazione e non aveva attinenza con il sequestro e l'omicidio della tredicenne bergamasca. Quindi quelli che solo sabato sera sembravano gravi indizi di colpevolezza oggi non basterebbero, secondo la stessa accusa, per giustificare la detenzione in carcere. Non ci sarebbero quegli elementi che ricollegherebbero il magrebino alla scomparsa della giovane promessa della ginnastica ritmica. Sara' il gip Vincenza Maccora, domani, probabilmente in mattinata, a decidere sulla sorte giudiziaria del giovane, ma la scarcerazione appare evidente.
Il pm di Bergamo, Letizia Ruggeri, non ha chiesto al gip, Vincenza Maccora, la custodia cautelare in carcere per l'operaio marocchino accusato del sequestro e dell'omicidio di Yara Gambirasio ma solo la convalida del fermo.
Secondo il pm, in pratica, il provvedimento di fermo era necessario per la situazione indiziaria a carico dell'uomo, bloccato dai carabinieri su un traghetto diretto in Marocco, ma nei giorni seguenti questa gravità sarebbe venuta meno e quindi non esisterebbero più i presupposti per la richiesta al gip di custodia cautelare in carcere. Tra gli elementi che avrebbero portato il pm a questa decisione ci sarebbe anche una nuova traduzione della frase in arabo detta al telefono, e intercettata dai carabinieri, dal cittadino marocchino, che non avrebbe fatto riferimento all'omicidio ma avrebbe invocato Allah lamentandosi perché la persona a cui stava telefonando non rispondeva. Al termine dell'udienza di convalida del fermo oggi pomeriggio il gip si è riservato di decidere, facendo capire che il pronunciamento sarebbe arrivato domani, giorno in cui il 22enne operaio potrebbe, a questo punto, essere anche scarcerato. Non è però da escludere che il gip possa decidere di scarcerare l'uomo anche nelle prossime ore, senza attendere domani quando si pronuncerà sulla convalida del fermo. Dunque una frase in arabo mal tradotta e un biglietto per il Marocco gia' in tasca da tempo fanno cadere l'ipotesi di una fuga.
Le accuse contro Mohammed Firki vacillano e il 22enne marocchino accusato del sequestro e dell'omicidio di Yara Gambirasio.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©