Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Casoria, il comandante della legione carabinieri consegna encomi ai militari


Casoria, il comandante della legione carabinieri consegna encomi ai militari
12/10/2011, 14:10

Il comandante della legione carabinieri campania, generale di divisione Carmine Adinolfi, in mattinata ha consegnato alcuni encomi semplici a personale del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di casoria per una attivita’ d’indagine condotta tra il 2009 ed il 2010 convenzionalmente chiamata “easy money” avente ad oggetto il contrasto al fenomeno delle estorsioni ai danni di esercizi commerciali di casoria e afragola. nel maggio 2010 infatti, i carabinieri della compagnia di casoria avevano notificato 11 ordinanze di custodia cautelare emesse dal tribunale di napoli su richiesta dalla dda (dott. marco del gaudio) a carico di alcuni elementi di spicco del clan operante su afragola e comuni limitrofi perché, in concorso e unione tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, mediante minaccia e violenza, avevano costretto la parte lesa a versare la somma di 2.500 euro in tal modo conseguendo un ingiusto profitto con pari danno per la parte offesa e avevano compiuto atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere il predetto a versare prima una somma ulteriore di 1500 euro e poi la somma di 2000 euro in occasione di ogni natale, pasqua e ferragosto. arrestati: amendola antonio, soprannominato “o’ puffetto”; carnevale giovanni, “giuvann’ o’ chiattone oppure “giuvann o’ cinese”; de rosa michele, iodice pietro, soprannominato “pierino a’ siberia”; iorio salvatore, muto antonio umberto, soprannominato “tonino u’fruttaiuolo”; muto gennaro, piscitelli gennaro, soprannominato “genny o’pitbull”; puzio antonio, puzio giuseppe, serrapiglia ciro, soprannominato “ciruzzo”. in particolare, in seguito a trattativa per l’acquisto di un immobile curata da una agenzia immobiliare e dopo che il promittente acquirente era venuto meno agli accordi si erano verificati i seguenti eventi: - il 05.09.2009 2 persone, incaricate dal promittente acquirente, si erano recate presso l’agenzia immobiliare della vittima e dopo essersi qualificate come gli amici di casoria avevano intimato la restituzione della somma percepita dalla parte lesa a titolo di provvigione per la compravendita dell’immobile; l’8.09.09 un uomo, in seguito riconosciuto per iodice pietro, aveva ribadito la richiesta di 5000 euro e al rifiuto opposto dalla parte lesa le aveva ricvolto le seguenti minacce: - allora la prossima volta non vengo così, torno come dico io; il 12.09.09 2 persone, tra cui iodice pietro, avevano rinnovato con toni intimidatori la richiesta estorsiva avanzata in precedenza; il 16.09.09 3 soggetti, tra cui iodice pietro, si erano recate presso l’agenzia immobiliare e avevano aggredito a calci e pugni la parte lesa cagionandogli lesioni e intimandogli la consegna della somma di 10.000 euro; il 19.09.2009 il denunciante aveva consegnato nelle mani di puzio antonio e puzio giuseppe, individuati quali appartenenti alla medesima organizzazione criminale cui appartenevano gli aggressori, la somma di 1.500 euro quale acconto sulla maggior somma di 2500 euro richiesta in un primo momento; il 26.09.09 veniva richiesta, attraverso serrapiglia ciro, in nome e per conto dell’organizzazione criminale, la maggior somma di 4.000 euro prospettando in caso contrario la chiusura forzata da parte del clan di tutti gli esercizi commerciali facenti capo alla struttura imprenditoriale della parte lesa; il 02.10.09 veniva intimata da piscitelli gennaro e serrapiglia ciro la consegna di 6000 euro in 3 rate annue in occasione delle festività di natale pasqua e ferragosto prospettando sempre la chiusura di tutte le agenzie facenti capo all’impresa della parte lesa; il 6.10.2009 veniva consegnata nelle mani di piscitelli gennaro l’ulteriore somma di 1000 euro. tutti i reati sono aggravati dall’aver commesso il fatto per avvantaggiare il sodalizio camorristico riconducibile al clan moccia operante sul territorio di casoria e comunque avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c. p., ossia con modalità tali da ingenerare nella vittima la convinzione di trovarsi dinanzi ad un’attività gestita dal clan moccia, egemone ad afragola e casoria.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©