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Se la vittima dice "sì" e poi ci ripensa è stupro

Cassazione, è stupro se il consenso non dura fino alla fine


Cassazione, è stupro se il consenso non dura fino alla fine
03/04/2013, 17:50

ROMA - "Integra il reato di violenza sessuale la condotta di chi prosegua un rapporto sessuale quando il consenso della vittima, originariamente prestato, venga poi meno a causa di un ripensamento o della non condivisione della modalità di consumazione del rapporto". Con questa sentenza la Cassazione ha deciso che il reato di stupro sussiste anche nel caso in cui il partner, che in un primo momento si era dimostrato consensiente ad un rapporto sessuale, cambi idea durante il rapporto stesso. "Il consenso della vittima agli atti sessuali - si legge ancora nella sentenza - deve perdurare nel corso dell'intero rapporto senza soluzione di continuità".

Con questa la Cassazione ha condannato in via definitiva un giovane di 23 anni di Novara a tre anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale contro la sua ex fidanzata, minorenne all'epoca dei fatti. Il giovane è stato inoltre condannato per aver perpetrato il reato di stalking, per perseguitato, minacciato e molestato la sua ex ragazza, imbavagliandola e costringendola a rapporti sessuali "estremamente violenti". Il ragazzo, tra l'altro, aveva costretto la sua ex fidanzata a rapporti sadici, minacciandola poi di diffondere le foto che la ritraevano in atteggiamenti intimi.

Precedentemente condannato dal Tribunale di Novare e dalla Corte d'Appello, nel fare ricorso in Cassazione la difesa del giovane aveva sostenuto che "trattandosi di un rapporto sadomaso, non si potrebbe ritenere che in ogni momento l'imputato avesse l'obbligo di verificare la persistenza del consenso". Ma la Cassazione ha bocciato il ricorso, affermando che la ragazza "pur avendo prestato il proprio consenso ad alcuni rapporti, ha manifestato un esplicito dissenso alle successive pratiche estreme posto in essere dall'imputato. Di conseguenza la responsabilità dell'imputato è stata correttamente ritenuta sussistente".

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di Vanessa Ioannou
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