Cronaca / Giudiziaria

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Non si possono controllare zaini e tasche degli allievi

Cassazione, a scuola non si perquisisce più per furti


Cassazione, a scuola non si perquisisce più per furti
27/11/2013, 20:16

Un furto a scuola e l’insegnante tentava di scoprire il responsabile controllando le tasche o gli zaini degli allievi. A volte, addirittura costringendoli a spogliarsi. Bene, questo ora non è più possibile. La V sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna per il reato di "perquisizione e ispezione personale arbitraria" contestato a una maestra elementare. In una scuola ligure, infatti, erano stati rubati dei soldi di una collaboratrice scolastica. A quel punto, per scoprire il responsabile, l’insegnante ha perquisito zaini e tasche dei bambini, i quali erano stati poi costretti a spogliarsi, fino a restare in slip e canottiera. La Corte d'appello di Genova aveva così condannato le due maestre per aver costretto gli alunni a spogliarsi ma assolvendole per l'episodio della perquisizione degli zaini e delle tasche. Le maestre avevano presentato ricorso in Cassazione. Una delle due insegnanti è stata assolta "per non aver commesso il fatto", essendo emerso dalle testimonianze che la donna rimase sempre in classe con i suoi alunni, senza partecipare a ciò che stava accadendo. Il ricorso dell'altra maestra, invece, è stato rigettato: nessun "vizio motivazionale" emerge dalla sentenza d'appello che ha "escluso la consapevolezza dell'illiceità' della condotta quanto all'attività' di verifica dei beni degli alunni, per invece ravvisarla in un comportamento che, incidendo sulla dignità e la riservatezza personale degli stessi, si connotava in termini di ben diversa gravità, immediatamente percepibile anche da parte di chi poteva, in relazione al primo segmento di condotta, avere erroneamente ritenuto di agire all'interno dei poteri disciplinari finalizzati ad un retto comportamento scolastico".

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di Erika Noschese
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