Cronaca / Giudiziaria

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Non fu mafia ma delitti comuni

Cassazione: cade l'accusa per "Mafia capitale". Le pene dovranno essere ricalcolate


Cassazione: cade l'accusa per 'Mafia capitale'. Le pene dovranno essere ricalcolate
23/10/2019, 10:01

ROMA - Con una sentenza arrivata in tarda sera, la Corte di Cassazione cancella le condanne per quella che è stata chiamata "Mafia capitale". Lo fa rimandando il processo in Corte d'Appello, dove le pene dovranno essere ricalcolate senza considerare l'aggravante mafiosa dell'articolo 416 bis. 

La notizia è stata letta con gioia dagli imputati, ben 17 dei quali (su un totale di 43 condannati) hanno avuto l'aggravamte del 416 bis. L'avvocato di Salvatore Buzzi ha già annunciato che presenterà istanza di scarcerazione per il proprio assistito, mentre molte delle persone coinvolte - direttamente o tramite i loro legali - hanno puntato il dito contro Giuseppe Pignatone, ex capo della procura di Roma e colui che ha diretto le indagini. 

In realtà, la Cassazione ha confermato l'impianto accusatorio e i reati commessi dagli imputati. Solo ha deciso che i loro non fossero metodi mafiosi, nonostante durante la requisitoria il Procuratore generale aveva dimostrato come gli imputati usassero di solito la corruzione, ma non avessero problemi ad usare le minacce quando la prima non bastava. Quindi una totale identità con i metodi usati dalla mafia. 

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di Antonio Rispoli
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