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Lo ha deciso la corte d'appello di Roma

Cassazione: ferie non godute, scatta l'indennità d'ufficio

Il caso di un ferroviere per ferie non godute nel '98

Cassazione: ferie non godute, scatta l'indennità d'ufficio
27/11/2012, 17:15

ROMA - Il datore di lavoro deve mettere mano al portafogli e pagare al dipendente l'indennità per le ferie non godute nel caso in cui il lavoratore, per motivo non dipendente dalla sua volontà come nel caso di malattia, non abbia potuto consumare i giorni destinati al “riposo annuale”. Questa regola vale anche nel caso in cui i contratti collettivi non prevedano una clausola del genere. Lo sottolinea la Cassazione che ha accolto il ricorso di un capotreno al quale “Trenitalia” non voleva corrispondere l'indennizzo per i 18 giorni di ferie non godute nel 1998, essendo stato Adriano P. malato dal 19 settembre 1999 al 6 gennaio 2000. Sia in primo che in secondo grado, il Tribunale e la Corte di Appello di Roma avevano detto “no” all'indennizzo rilevando che “in base al contratto collettivo non è da riconoscere alcuna indennità sostitutiva, prevista solo per l'ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro”. Ma per la Suprema Corte - sentenza 21028 - le cose non stanno affatto così poiché “il diritto alle ferie nel nostro ordinamento gode di una tutela rigorosa, di rilievo costituzionale”. “Ne consegue - scrivono gli “ermellini” - che allorché il lavoratore assentatosi dal lavoro a causa di una lunga malattia, non abbia goduto, in tutto o in parte, delle ferie annuali entro il periodo stabilito dalla contrattazione collettiva in assenza di alcuna determinazione al riguardo da parte del datore di lavoro, non può desumersi dal silenzio serbato dall'interessato alcuna rinuncia e quindi il datore è tenuto a corrispondergli la relativa indennità sostitutiva delle ferie non godute”. “Pertanto le clausole di contratti collettivi - conclude la Cassazione - che prevedono esclusivamente il diritto al godimento delle ferie e non anche dell'indennità sostitutiva, in applicazione del principio di conservazione del contratto, devono essere interpretate nel senso che in ogni caso la mancata fruizione delle ferie per causa non imputabile al lavoratore, non può escludere il diritto di quest'ultimo all'indennità sostitutiva delle ferie, in considerazione della irrinunciabilità del diritto stesso, costituzionalmente garantito”.

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di Valerio Esca
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