Cronaca / Giudiziaria

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Le aggressioni alla Diaz furono "puro esercizio di violenza"

Cassazione, G8: "Polizia ha gettato discredito sulla nazione"


Cassazione, G8: 'Polizia ha gettato discredito sulla nazione'
02/10/2012, 15:58

La condotta della polizia nell’irruzione alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001, ha “gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. A sottolinearlo sono i giudici della quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con cui. La sentenza (n. 38085) è stata depositata ed è lunga 186 pagine. Le violenze della polizia e gli immotivati arresti di massa dei no-global inerti e innocenti non hanno precedenti e sono state indicate più volte come la più grave sospensione dello stato di diritto in Europa.

La sentenza, il 5 luglio scorso, ha confermato le condanne per gli ex vertici della polizia coinvolti nell'assalto alla scuola dove alloggiavano i manifestanti e dichiarato prescritti i reati di lesioni gravi nei confronti di alcuni agenti imputati durante il G8 di Genova nel 2001.

La Cassazione ha sottolineato anche che l'irruzione alla scuola Diaz di Genova fu “un puro esercizio di violenza” da parte della polizia, “di una gravità inusitata”. E ancora:. “L'assoluta gravità - si legge nella sentenza numero 38085 - sta nel fatto che le violenze, generalizzate in tutti gli ambienti della scuola, si sono scatenate contro persone all'evidenza inermi, alcune dormienti, altre già in atteggiamento di sottomissione con le mani alzate e, spesso, con la loro posizione seduta in manifesta attesa di disposizioni, così da potersi dire che s'era trattato di violenza non giustificata e punitiva, vendicativa e diretta all'umiliazione e alla sofferenza fisica e mentale delle vittime”. “Tutta l'operazione si è caratterizzata per il sistematico e ingiustificato uso della forza da parte di tutti gli operatori che hanno fatto irruzione nella scuola Diaz e la mancata indicazione, per via gerarchica (da Canterini a Fournier e da questi ai capi squadra, fino agli operatori), di ordini cui attenersi”.

Ma le responsabilità politiche di quegli atti gravissimi? Restano ancora avvolte nell’ombra. 

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