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Modificata solo la norma da abrogare

Cassazione: il referendum sul nucleare si fa


Cassazione: il referendum sul nucleare si fa
01/06/2011, 12:06

Aggiornamento ore 12.10

Alla fine è andato come previsto: la Corte di Cassazione ha dato il suo via libera al referendum sul nucleare. Infatti, come era facilmente immaginabile, ha fatto presente che le nuove norme contenute nel decreto Omnibus modificano la legge esistente, ma non vanno nella direzione chiesta dai proponenti. Quindi, l'unica cosa che si dovrà fare è una modifica del testo della domanda contenuta nelle schede referendarie, per aggiungere il riferimento all'articolo 5 commi 1 e 8 del decreto Omnibus. Insomma, un'altra inutile spesa, completamente evitabile se il governo avesse fatto celebrare i referendum il 15 maggio scorso. Si vede che a questo governo piace sprecare i soldi pubblici.



Testo iniziale

ROMA - E' attesa in giornata la decisione della Corte di Cassazione su un quesito semplice: potremo il 12 e il 13 giugno esprimerci nel referendum sull'abolizione della legge che autorizza la costruzione di nuove centrali nucleari? La necessità di rivolgersi alla Cassazione è scaturita dall'approvazione del decreto Omnibus, che al suo interno contiene una norma-trappola: una moratoria sine die per l'inizio delle operazioni e contemporaneamente la possibilità di decidere nelle sole mani del Presidente del Consiglio. Il quale, volendo, potrebbe aspettare il 15 giugno, dopo i referendum, e attivare nuovamente le procedure.
E' presente anche Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori e tra i promotori di questo referendum.
In realtà, la decisione dovrebbe essere scontata, se la Corte si atterrà alla giurisprudenza in voga da 35 anni. Infatti, per cancellare la legge, è necessaria l'approvazione di una norma che vada nella direzione indicata dai proponenti. Ed è evidente a colpo d'occhio che l'abolizione di una legge è ben diversa da una moratoria. Per cui la Corte dovrebbe mantenere il referendum o, al limite, indicare una modifica del testo della domanda, in modo da lasciare lo stesso effetto sostanziale. Il fastidio di questa seconda opzione sta nel fatto che bisognerebbe ristampare alcuni milioni di schede per il referendum stesso.

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di Antonio Rispoli
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