Cronaca / Giudiziaria

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Una sentenza storica che fa da precedente

Cassazione: illegali le "catene di Sant'Antonio"


Cassazione: illegali le 'catene di Sant'Antonio'
03/10/2012, 16:25

ROMA - Che li si chiami "catene di Sant'Antonio" o "marketing piramidale", non fa differenza: secondo la Cassazione "le attività commerciali in cui il beneficio economico deriva dal reclutamento di utenti, piuttosto che dalla vendita diretta di beni o servizi, sono da ritenersi fuorilegge". Questo hanno scritto i giudici della Cassazione, nel decidere - e respingere - il ricorso di alcuni imputati condannati per aver creato una struttura di marketing piramidale.
La decisione in sè è una conferma ed un rafforzamento del contenuto della legge 173/2005. Ma le sue conseguenze rischiano di dare molto lavoro ai Tribunali italiani. Infatti ci sono diverse società che vendono i loro prodotti con questo sistema, alcune famose e conosciutissime, altre sconosciute, finchè un nostro amico o un nostro parente non ci informa. Ma ultimamente le "catene di Sant'Antonio" sono esplose soprattutto sul web, grazie anche a sistemi illegali, come il phishing (l'invio di link che sembrano indirizzare su sisti istituzionali e invece ti portano su siti perfettamente imitati, dove il PC viene infettato da qualche virus o dove fanno in modo da rubare le password del PC. 

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di Antonio Rispoli
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